15/07/2026

7 pensieri su “La Guerra di Religione, ai tempi del Jihad.

  1. Ci sarebbe da correggere una cosa: a Poiters combatté Carlo Martello non Carlo Magno..siamo nel 732 se non sbaglio.

  2. Egr. lettore,
    per prima cosa la ringrazio del tempo dedicato alla lettura, nonché della scelta di esprimere liberamente e con cognizione di causa, il suo punto di vista. Mi rallegro del fatto che nell’era della web-partecipazione-totale, vi sia ancora chi si prenda la briga di leggere e di capire, prima di concedersi il lusso di digitare sulla tastiera. In effetti, troppi sono, a mio avviso, i saccenti avventori di questo o quel blog, o forum, che per guadagnare i propri 5 minuti di celebrità si perdono in improperi e vaneggiamenti vari, senza capo né coda. Tornando al tema trattato nell’articolo, trovo di notevole interesse la sua idea di “guerra asimmetrica”. In effetti, tale è il conflitto in atto tra l’Occidente schiavo di potentati economici come quelli della Guerra e del Petrolio e il mondo Islamico, da sempre succube dell’integralismo religioso. Fondamentalmente, sono pessimista circa l’eventualità di una convivenza tra due mondi antitetici. Se è vero che a noi occorra l’Oro nero per chissà quanti anni a venire e che l’industria delle armi debba chiaramente trovare sfogo per ragioni di Bilancio (senz’altro discutibili, nauseanti e odiose, ma fin troppo ovvie ed evidenti, ndr) a tutto svantaggio del Medio Oriente e del Nord Africa, è vero anche che l’intrinseca volontà di schiacciare l’infedele, propria dei Governi Confessionali Arabi, spinga questi ultimi, in un modo o nell’altro, ad estendere la propria “legge” anche al di là dei propri confini. Non è un mistero che i Fondi Sovrani degli Emirati Arabi e del Qatar siano soliti fare acquisti a spese delle caracollanti economie Europee. E non è un mistero che la scusa della mancanza di “spazi vitali”, sia la ragione sfruttata ad arte per intimorire il Vecchio Continente in primis, prospettando, come anch’ella ha avuto modo di ipotizzare, una “presa” del mondo Cristiano entro i prossimi trent’anni. Ho sempre difeso i principii della Democrazia; ho sempre considerato la convivenza tra i popoli come un fatto possibile; da ultimo, ho sempre pensato che le guerre di religione fossero giocoforza delle datate rimembranze della Storia. Purtroppo, la contemporaneità degli eventi, che, sarà un caso, ma dal 2001 gronda sangue in maniera crescente, qua e là per il mondo, mi ha indotto a più riprese a riflettere, fino al punto di ricredermi. Veda, anni fa credevo che le parole e gli scritti di Oriana Fallaci fossero forzature intellettuali, partorite dalla mente di una donna malata. Poi, d’improvviso, ho realizzato di aver abbracciato inconsapevolmente il suo sentimento, prima ancora di omaggiarla, in maniera postuma, leggendone i libri… In definitiva, pur non credendo a facili soluzioni nel breve e medio termine, ritengo che se in un futuro lontano potremo tornare a vivere senza paura, a ragionare con culture diverse e a collaborare nonostante le diversità, ciò potrà avvenire soltanto dopo aver piantato dei paletti chiari e invalicabili: ciascuno è padrone in casa propria; nessuno può né deve accampare diritti laddove etica, morale e libertà si scontrino con quelli a lui propri; tutti sono liberi di godere e di sviluppare il proprio modello di vita, senza essere d’intralcio a chi ne persegua un altro, per quanto differente possa apparire. P.S.: dubito che tanto le nazioni Islamiche, quanto gli Stati Uniti, siano disposti a prendere in considerazione certi “semplici” punti di ripartenza. Cordialmente.

  3. Veda, quando a Washington parlano di “Sicurezza Nazionale” sottendono, come si evince dalla terminologia, la propria sicurezza interna e ovviamente (ma con “minuscola postilla” in pedice, ndr) i propri interessi strategici e geo-politici. In poco: il “Potere della propria Economia”. Chiaramente, il raggiungimento e il mantenimento di tale obiettivo, pesa, oggi come ieri, sugli Alleati degli Stati Uniti. Ora, non credo di dover tornare ai “postumi” della Seconda Guerra Mondiale per rinverdire le ragioni del cappio che ancora si stringe attorno al collo dei Paesi “amici”. Mi basta prendere in esame la Prima e la Seconda Guerra del Golfo, nonché l’invasione dell’Afghanistan… Teatri di Guerra dalla scenografia a stelle e strisce, con interpreti internazionali (rammenterà di certo l’Italico escamotage delle missioni di Peace-keeping, ndr). Se guarda bene, gli otto infausti anni di George W. Bush alla Casa Bianca, hanno rappresentato soltanto la ciliegina sulla torta di un modo di fare e di pensare consolidato, che chiaramente ha nella guerra la chiave di volta. In virtù di ciò, quando parla d’assedio dei Paesi Islamici, concorderà che non occorra aspettare, poiché, di fatto e di diritto, è in atto da sempre. L’impossibilità di affrancarsi per i milioni di individui abitanti quelle zone del mondo è conseguenza del fatto che il miscuglio di intrinseco estremismo causato dai dettami del Corano, unitamente al mai sopito interesse imperialista Occidentale e a quello proprio dei governanti-fantoccio abitualmente messi al Governo in Nord-Africa e Medio-Oriente (da Saddam Hussein, ad al-Sisi, passando per al-Assad, ndr), cozzi inesorabilmente col nostro modello di Democrazia e coi nostri valori religiosi (giusti o sbagliati che possano apparire a chi della Laicità faccia la propria bandiera, ndr). Per contrappasso, ecco che ad essere assediato è il Vecchio Continente, vittima della propria Politica burocratica e incapace, prima ancora che dei barconi e delle rotte Balcaniche. La diga sta per cedere ed è necessario tappare i buchi prima che tutto crolli, seppellendo mortalmente il pur biasimevole status quo. Posta quest’amara verità, che potrà pur apparire eccessivamente pessimista, financo “integralista”, la scelta è: ripartire dalla cooperazione dopo aver fatto piazza pulita, ad esempio, dello Stato Islamico, ricostruendo un “castello di carte” in difesa del nostro modello di vita, o cedere il passo agli “assedianti di ritorno”, piegandosi ad una convivenza forzata e indubbiamente rischiosa, che in un futuro affatto lontano farà dell’Italia e dell’Europa la “quarta sponda”… Del Profeta. Un cordiale saluto.

  4. La ringrazio della risposta. Sul tema specifico sembra che abbiamo alcuni punti in comune. Però mi piacerebbe una sua maggior attenzione su quanto ho rilevato riguardo alle probabili e nefaste conseguenze di un’azione troppo ‘decisa’ ed ostile verso il mondo islamico. Costringerlo a non avventurarsi fuori della propria area geografica equivarrebbe, ritengo, a metterli sotto assedio. E, tra l’altro, impedirebbe a milioni di uomini, donne e bambini di affrancarsi, di sottrarsi a quel modo fanatico e violento di rappresentare Dio. Quindi un miliardo di fanatici non sarebbero parecchio più pericolosi? Non è preferibile, allora, una strategia più ‘morbida’, e più lungimirante? Le auguro una buona serata

  5. Egr. Sig. Giuliani,
    vorrei principiare la mia risposta, chiarendo che l’attuale inquilino del Vaticano, goda della mia profonda stima. Ciò non accadde, in passato, con il fin troppo osannato Giovanni Paolo II, né, in tempi più recenti, con Benedetto XVI. Se vestire i panni del successore di Pietro vuol dire diffondere la parola di Dio, facendo altresì Politica, prodigandosi costantemente per la Diplomazia, Papa Francesco ha saputo certamente riportare nel giusto binario il suo preminente ruolo religioso. Tornando all’argomento trattato, a mio giudizio ci troviamo in un momento storico in cui non è più possibile fermarsi a ragionare circa le cause del problema; vanno piuttosto affrontati e risolti gli “effetti”. Sarò onesto: mai ho considerato il problema di convivenza tra i popoli come un muro invalicabile, fino all’undici Settembre 2001… Quel giorno il mondo è cambiato e io con esso. Ovviamente, potremmo discutere per anni sul chi, sul come e sul perché di quell’infausto evento. Così come potremmo discutere per anni sul fatto che Al-Qaeda sia, o meno, una “creatura” degli Stati Uniti. E ancora, potremmo discutere per anni sul chi fosse Bin Laden. Tuttavia, preferisco lasciare il dibattito complottista ad altre menti, dotate di più fervide immaginazioni. Sono ben conscio che le “velleità imperiali” di Washington, sulla falsariga dell’antica Roma, abbiano prodotto disastri incalcolabili sul piano umano, sociale ed economico, a livello planetario. Non dubito che l’industria della Guerra sia “il” problema e che per tanti governanti dalle “tasche piene” (di bombe e di vil denaro, ndr) la Pace sia soltanto un enorme costo economico da rifuggire, a dispetto delle conferenze inscenate a suo nome. Parimenti, so bene che la Religione sia sovente la scusa accampata per sottendere questioni e lotte di Potere, orchestrate a spese della gente (cit.: “l’oppio dei popoli”, ndr). Tuttavia, so anche che la mia vita, così come la conosco, sia ben piantata su principii e valori innegabilmente Cristiani. Quando parlo di “Guerra di Religione”, o meglio, di “Scontro di Civiltà”, è qui che voglio arrivare… Nella nostra Società non vige la Sharia, ma la Giustizia nata e cresciuta sul Diritto Romano. Nella nostra Società non valgono gli insegnamenti del Corano, bensì quelli “sbocciati” sui dieci comandamenti. Nella nostra società, la Poligamia non è un Diritto Civile, né è giusto ipotizzare che possa diventarlo. Nella nostra società la donna gode della piena libertà di dire e di fare, senza sottostare a rigidità arcaiche e anti-storiche. Riguardo all’attualità, fatta di rischi e di paure, intrisa del sangue delle vittime del Terrorismo Islamico da un lato e quello dei morti affogati lungo le rotte della morte dall’altro, non sarò certo io a sbandierare blocchi navali e cannoneggiamenti come le soluzioni ideali per fermare l’invasione (di fatto, ndr) in atto, del Vecchio Continente. In effetti, se è vero com’è vero che le migrazioni di popoli siano eventi “biblici” e che nessun limes abbia mai retto al loro urto, è vero anche che non sia saggio aspettare che buona parte di un continente (l’Africa, ndr) e del Medio Oriente, si riversino da questa parte del Mediterraneo. Semplicemente, è questione di risorse e di “spazio vitale”. Ritengo che né io né lei ci rallegreremmo di vedere le nostre città, dalle metropoli più popolose alle più piccole province, ridotte come Lagos o Mogadiscio… Uno stop ai flussi non è soltanto necessario, ma è un obbligo a garanzia del nostro presente e del nostro futuro. Allo stesso tempo, come ho avuto modo di affermare, è doveroso riallacciare i fili della Cooperazione, facendo in modo che la condivisione della ricchezza si realizzi in modo meno disordinato, ma più omogeneo, secondo i diversi stili di vita e modelli di sviluppo. Questo è – e sempre dovrebbe essere – il punto focale di ogni azione, ovvero di ogni reazione… Pur tuttavia, esso non potrà essere raggiunto finché certe zone del mondo non saranno state pacificate, con le buone o (purtroppo, ndr) con le cattive. Cordialmente.

  6. Gentilissimo Admin (ma potrei chiamarla con altri appellativi di comodo) sono sinceramente ammirato del suo eloquio, come sa, ed anche se conoscevo il quadro storico, ed attuale, del tema specifico, le sono grato di aver evidenziato meglio il suo pensiero. Ho più volte, in altra sede, sottolineato che, al pari dell’aggressiva politica di conquista operata storicamente dall’Islam, anche i paesi occidentali hanno fatto lo stesso, quando i rapporti di forza lo consentivano. Avidità, sete di gloria, colonialismo o prestigio nazionale hanno permesso questo ludibrio, come avviene quando un popolo viene assoggettato. Tutti, anche noi italiani ‘brava gente’, convinti dalle convincenti parole del Duce, ad aver diritto alla ‘quarta sponda’, con la giustificazione di portarvi la civiltà ed anche come diritto legittimo in quanto eredi del grande impero di Roma. Ora sarebbe interessante parlare dell’ ‘Impero’, ma quello che mi preme adesso è rimarcare che la figura divina non è responsabile di tanti obbrobri. Lo hanno fatto tutti, e tutti sotto la protezione ed il volere del proprio Dio. Ecco, questo è il vero problema. Occorrerebbe rendere inoffensiva, o quanto meno ‘depotenziare’ questa pericolosa ‘arma impropria’ che viene usata tanto spregiudicatamente. Adesso può non ricordarsi di me ma, nel caso (improbabile) dovrebbe sapere che per ottenere di rendere meno efficace quest’arma si dovrebbe renderla ‘neutrale’, almeno nelle guerre tra i popoli. Bergoglio lo sta facendo, ricordando, come è giusto, che Dio non può che essere Unico, e che quindi è una bestemmia usarlo come bandiera. Non so se questo lo consideri un’idea bislacca di un vecchio matto, come sento spesso definirlo, ma questo riguarderebbe la sua eventuale idea di Dio. Lei suggerisce di aumentare la sorveglianza alle frontiere (bel problema) o, se necessario ricorrere a modi ben più ‘convincenti’. Mettiamo come possibile tale ipotesi, come sarebbe immaginabile una evoluzione? Tenere ‘al sicuro’ oltre un miliardo di individui, relegandoli nei loro ‘disarmonici’ territori’ , a cosa potrebbe portare? continuerebbero probabilmente a risolvere le loro dispute religiose a massacrarsi fino a quando non si imporrà quella più violenta, oppure capiranno che è soltanto una sanguinosa follia? In ogni caso, vistisi esclusi dal resto del mondo, potrebbero radicalizzarsi ulteriormente fino a dichiararci guerra. Da radicalizzati incoscienti potrebbero perfino usare l’atomica, senza alcun preavviso. E sarebbe la fine di tutti. E’ questo che deve preoccuparci principalmente, mentre tentare di convincere le masse incolte che la nostra visione della vita e della religiosità e ben preferibile. Dirà che è un sogno, ma penso che sia l’alternativa migliore. la mossa più ragionevole da attuare, nei prossimi tempi, è far passare l’intuizione coraggiosa di Bergoglio,convincere tutti i capi religiosi che esiste un solo Dio, e che è urgente spogliare le singole confessioni religiose degli orpelli e delle strutture arbitrarie e fasulle attribuite a Dio nel corso dei secoli. Incrostazioni ed abusi operati da sedicenti rappresentanti di Dio. Quelle che, tra le persone più colte, ne hanno distorto ed offuscato l’essenza. Vede, Admin, io penso che questa sia una strategia più ragionevole, anche se non ci eviterà episodi di terrorismo sanguinosi, ma i proclami di un Salvini, o le idee di riscatto di giovanotti rasati e pieni di energia, siano l’alternativa peggiore. Con stima.

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