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Vi proponiamo la sinossi del secondo libro pubblicato dal Direttore e Capo-redattore Daniele Venturi, che chiude il cerchio aperto con la sua precedente opera “La Zona Morta – Diario di un recluso suo malgrado, ai tempi di Covid-19”.

AdattivaMente – Memorie resilienti di un cuore resistente è il seguito naturale e la conclusione del percorso autobiografico iniziato da Daniele Venturi con La Zona Morta – Diario di un recluso suo malgrado ai tempi di Covid-19. Se nel primo volume l’autore raccontava la frattura improvvisa della quotidianità e la claustrofobia emotiva del lockdown, qui prende forma il dopo: il tempo fragile e complesso della ripartenza, quando tornare alla vita non significa semplicemente riprendere da dove si era lasciato.

Strutturato come un diario intimo e cronologico, il libro accompagna il lettore attraverso la cosiddetta “Fase 2” e le successive tappe di un ritorno graduale alla libertà, osservato con lucidità, ironia e profonda consapevolezza. Venturi mette a nudo pensieri, contraddizioni, slanci e disincanti di un uomo che si ritrova cambiato, costretto a ridisegnare i propri confini emotivi, i rapporti umani, il senso del tempo e delle priorità.

Anche in questo secondo capitolo della sua testimonianza, seppure in modo meno dichiarato rispetto all’opera precedente, la musica è il filo conduttore che attraversa l’intera narrazione: ogni giornata, ogni riflessione, ogni ricaduta o risalita è accompagnata da un brano, da una voce, da una colonna sonora interiore che diventa chiave di lettura dell’anima. La musica non è ornamento, ma strumento di reazione, memoria e ricostruzione: è ciò che permette al protagonista – che coincide con lo stesso autore – di restare in ascolto di sé e del mondo.

Tra critica sociale, osservazioni taglienti sulla realtà post-pandemica, digressioni colte e affondi autoironici, AdattivaMente è soprattutto un libro sulla resilienza consapevole: non quella retorica e di facciata, ma quella silenziosa, fatta di piccoli gesti, di nuove abitudini, di scelte rimodulate. Venturi racconta un uomo che accetta di non tornare identico a prima, ma che, proprio per questo, sceglie di affrontare nuove esperienze con uno sguardo più libero, meno dogmatico e più autentico.

In questo senso, il libro chiude il ciclo iniziato con La Zona Morta portandone a compimento il senso profondo: dalla reclusione forzata alla libertà reinventata, dalla perdita di certezze alla riscoperta del desiderio di vivere, anche – e soprattutto – quando vivere significa cambiare.

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Libro 2 di 2 della collana “Frontiere cognitive e pensiero adattivo”.