{"id":13309,"date":"2026-10-29T06:30:00","date_gmt":"2026-10-29T05:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/?p=13309"},"modified":"2026-10-28T21:36:30","modified_gmt":"2026-10-28T20:36:30","slug":"il-contraddittorio-non-va-piu-di-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/il-contraddittorio-non-va-piu-di-moda.html","title":{"rendered":"Il contraddittorio non va pi\u00f9 di moda"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Monologhi, scorte e salotti amici: il potere che fugge dalle domande<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"577\" src=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Politica-italiana-tra-ieri-e-oggi-1024x577.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-13314\" srcset=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Politica-italiana-tra-ieri-e-oggi-1024x577.png 1024w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Politica-italiana-tra-ieri-e-oggi-300x169.png 300w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Politica-italiana-tra-ieri-e-oggi-768x432.png 768w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Politica-italiana-tra-ieri-e-oggi-1536x865.png 1536w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Politica-italiana-tra-ieri-e-oggi.png 1671w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un tempo la politica era l\u2019arte del confronto, persino dello scontro feroce, ma sempre davanti a un microfono aperto e a un giornalista con la schiena dritta. Oggi no. Oggi la politica si \u00e8 fatta fantasma e si aggira per i corridoi del potere, terrorizzata dall\u2019unica cosa che dovrebbe giustificarne l\u2019esistenza: la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto \u00e8 iniziato, a voler essere onesti, con il telemarketing berlusconiano. Fu allora che il dibattito politico venne sradicato dalle piazze e dalle aule parlamentari per essere trapiantato negli studi televisivi asserviti, trasformandosi in una pantomima a favore di telecamera. Il copione lo ricordiamo tutti: discorsetto recitato ad arte, una massiccia dose di autocompiacimento, affondi duri ai limiti del dileggio dell\u2019avversario e pose teatrali da venditore di polizze. Quel virus, nato a Cologno Monzese, ha ormai contagiato l\u2019intero emiciclo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli eredi, del resto, non sono mancati, e non hanno avuto bisogno di condividere la tessera di partito. Beppe Grillo ha bandito i suoi dai salotti televisivi, salvo poi sostituire il confronto con lo streaming a senso unico e con il blog trasformato in pulpito. Matteo Renzi ha inventato #matteorisponde, un botta e risposta in cui le domande, guarda caso, le sceglieva lui. Matteo Salvini ha affidato alla \u201cBestia\u201d il compito di trasformare ogni diretta Facebook in un comizio senza interruzioni. Stili diversi, stessa allergia: quella per la domanda che non si pu\u00f2 prevedere. Da destra a sinistra, senza eccezioni, con la servile e colpevole compiacenza di gran parte della stampa nostrana, sempre pronta a reggere il moccolo anzich\u00e9 il taccuino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec, quando la politica non \u00e8 recitata, diventa \u201cululata\u201d. Attenzione, per\u00f2, a non scambiare il rumore per confronto: si urla contro l\u2019avversario, mai davanti a una domanda. Lo scontro tra leader \u00e8 ormai uno spettacolo a uso delle tifoserie, fatto di contrasti sempiterni utili solo a polarizzare e a coprire la totale mancanza di soluzioni condivise e condivisibili su materie di interesse comune. Il contraddittorio vero, quello con chi chiede conto, \u00e8 tutt\u2019altra cosa. Ed \u00e8 esattamente ci\u00f2 che \u00e8 sparito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il capolavoro assoluto di questa deriva lo stiamo vivendo oggi con Giorgia Meloni. La signora Presidente del Consiglio che ha fatto della \u201cNazione\u201d e del \u201cpopolo\u201d i suoi marchi di fabbrica brilla, sul campo, per un\u2019impalpabilit\u00e0 comunicativa che rasenta l\u2019invisibilit\u00e0. La sua democrazia \u00e8 quella del monologo: videomessaggi confezionati per i social, dagli \u201cAppunti di Giorgia\u201d in gi\u00f9, dirette senza l\u2019ombra di un giornalista molesto, comizi blindati dove l\u2019unica risposta ammessa \u00e8 l\u2019applauso di platee selezionate. Quando si tratta di affrontare le crisi vere, i problemi quotidiani della gente comune, il faccia a faccia con quella Nazione tanto sbandierata sparisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le eccezioni esistono, ma confermano la regola. Ci sono le periodiche e rassicuranti discese nel salotto di Bruno Vespa e le interviste concesse a interlocutori amici: l\u00ec, tra un sorrisetto di circostanza e una domanda masticata dal copione, la &#8220;capa&#8221; dell&#8217;Esecutivo si concede il lusso di simulare un confronto che in realt\u00e0 \u00e8 un confortevole massaggio all\u2019ego governativo. Un palcoscenico dove i nodi non vengono mai al pettine, le contraddizioni si sciolgono in un rinfresco di sguardi complici e il giornalismo abdica al ruolo di cane da guardia per farsi maggiordomo di corte. E poi c\u2019\u00e8 la grande conferenza stampa di inizio anno, come quella dello scorso 9 gennaio: quasi tre ore, quaranta domande. Una volta l\u2019anno, come il panettone. Per il resto, il calendario parla da solo: niente pi\u00f9 conferenze stampa dopo i Consigli dei ministri dai tempi di Cutro; ai vertici internazionali, \u201cpunti stampa\u201d di pochi minuti con tre o quattro domande; la manovra illustrata nel 2023 senza accettare domande e nel 2024 disertata del tutto; e quando, nel 2025, \u00e8 tornata a rispondere, lo ha fatto con due soli giornalisti. Quanto al &#8220;premier time&#8221; in Parlamento, tra il 2024 e il 2025 \u00e8 rimasto in soffitta per oltre un anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altrove, quando non si pu\u00f2 scappare, la politica di governo si nasconde dietro le scorte, chiamate a fare muro tra i cronisti e chi dovrebbe rispondere. Chi segue <em>Report<\/em> lo sa bene. Nel settembre 2025, a Fenix, la festa dei giovani di Fratelli d\u2019Italia, l\u2019inviato Giorgio Mottola stava chiedendo al ministro della Cultura Alessandro Giuli se la Biennale sarebbe diventata un megafono del trumpismo quando, secondo il suo racconto, \u00e8 stato trattenuto e tirato per la giacca dagli uomini della sicurezza. \u201cStavo facendo le domande, non attentando alla sicurezza del ministro\u201d, ha protestato. La formula magica, sussurrata con fastidio dai portavoce, \u00e8 sempre la stessa: \u201cNon \u00e8 questo il momento, non in questa sede\u201d. Ma se non ora, quando? Se non davanti a un bilancio che non quadra o a una promessa elettorale tradita, in quale sede il potere deve rendere conto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I difensori dell&#8217;inquilina di Palazzo Chigi hanno la risposta pronta: la stampa \u00e8 ostile, meglio parlare direttamente agli italiani. Ma la disintermediazione non \u00e8 democrazia diretta, \u00e8 comunicazione senza verifica. Un videomessaggio non si pu\u00f2 interrompere, un post non chiede chiarimenti, una diretta social non fa mai la seconda domanda, quella che smonta la risposta preparata. E la stampa ostile \u00e8 proprio quella che serve: un potere che risponde solo agli amici non risponde a nessuno. Non stupisce, allora, che nella classifica 2026 di Reporters sans fronti\u00e8res sulla libert\u00e0 di stampa l\u2019Italia sia scivolata al 56\u00b0 posto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certe situazioni, lo dico con un groppo in gola, spingono a provare nostalgia della Prima Repubblica. Un\u2019epoca in cui, pur con tutti i loro immensi difetti, i contendenti davano almeno una parvenza di rispetto reciproco davanti all\u2019elettorato. Siamo arrivati al punto di rimpiangere Bettino Craxi, e gi\u00e0 questo, da solo, d\u00e0 la misura del baratro. Nessuna santificazione, sia chiaro: parlo di un uomo condannato in via definitiva, che chiuse la sua parabola ad Hammamet da latitante per la giustizia italiana, e che con i giornalisti non fu mai tenero. Eppure, prima delle monetine dell\u2019Hotel Rapha\u00ebl, aveva quantomeno lo spessore di fermarsi sul marciapiede a interloquire con il reporter di turno. Gli venivano poste domande scomode, feroci, e lui non scappava. Rispondeva male, spesso con arroganza, ma rispondeva: ci metteva la faccia, non i bodyguard. Quando il metro di paragone diventa Craxi, il problema non \u00e8 la nostalgia. \u00c8 il presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rimedio, peraltro, non richiede la macchina del tempo. Lo dimostra ci\u00f2 che accade oltre confine: a Washington il portavoce della Casa Bianca affronta regolarmente i giornalisti in sala stampa; a Londra, ogni mercoled\u00ec, il primo ministro risponde in aula alle domande del capo dell\u2019opposizione e dei deputati. Da noi il &#8220;premier time&#8221; esiste gi\u00e0, ma resta una gentile concessione. Lo si renda un obbligo a cadenza fissa, accanto a una conferenza stampa periodica con domande libere. Non servono riforme costituzionali: basterebbe ritoccare i regolamenti parlamentari. Ci\u00f2 che manca \u00e8 la volont\u00e0 di farsi trovare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E invece, oggi, abbiamo i fuggiaschi del microfono. Che poi, con la faccia di bronzo che si ritrovano, si chiedono \u2013 e osano chiederci \u2013 perch\u00e9 alle elezioni regni sovrano, imbattibile, il partito dell\u2019astensione. Le cause sono tante e si accumulano da trent\u2019anni: il crollo dei partiti, la sfiducia, la sensazione che il voto non cambi nulla. Ma tra quelle cause c\u2019\u00e8 anche questa, ed \u00e8 forse la pi\u00f9 semplice da curare: se la politica si rifiuta di parlare al popolo, il popolo si rifiuta di votare la politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D.V.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Monologhi, scorte e salotti amici: il potere che fugge dalle domande Un tempo la politica era l\u2019arte del<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,4],"tags":[4185,4193,2723,3405,2274,1163,1146,4196,4181,4197,403,4187,4179,3864,4177,4176,99,3879,4192,3257,4186,4188,2977,4182,91,3251,4190,4189,2765,3870,3884,2299,2788,3883,2280,3343,4180,4178,4191,415,4200,4199,4184,4183,253,3150,4198,2167,4194,4195],"class_list":["post-13309","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informazione","category-politica","tag-alessandro-giuli","tag-appunti-di-giorgia","tag-astensione","tag-astensionismo","tag-beppe-grillo","tag-berlusconismo","tag-bettino-craxi","tag-biennale-di-venezia","tag-bruno-vespa","tag-cane-da-guardia","tag-casa-bianca","tag-classifica-rsf","tag-cologno-monzese","tag-comunicazione-politica","tag-conferenza-stampa","tag-contraddittorio","tag-democrazia","tag-dirette-facebook","tag-disintermediazione","tag-editoriale","tag-fenix","tag-fratelli-ditalia-2","tag-giorgia-meloni","tag-giorgio-mottola","tag-giornalismo","tag-governo-meloni","tag-hammamet","tag-hotel-raphael","tag-informazione","tag-la-bestia","tag-liberta-di-stampa","tag-matteo-renzi","tag-matteo-salvini","tag-matteorisponde","tag-movimento-5-stelle","tag-politica-italiana","tag-porta-a-porta","tag-premier-time","tag-prima-repubblica","tag-propaganda","tag-question-time","tag-regolamenti-parlamentari","tag-report","tag-reporters-sans-frontieres","tag-silvio-berlusconi","tag-social-network","tag-talk-show","tag-trasparenza","tag-videomessaggi","tag-westminster"],"featured_image_urls":{"full":"","thumbnail":"","medium":"","medium_large":"","large":"","1536x1536":"","2048x2048":"","morenews-large":"","morenews-medium":""},"author_info":{"info":["D.V."]},"category_info":"<a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\" rel=\"category tag\">Informazione<\/a> <a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\/politica\" rel=\"category tag\">Politica<\/a>","tag_info":"Politica","comment_count":"0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13309"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13309\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13325,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13309\/revisions\/13325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}