{"id":13296,"date":"2026-10-27T06:30:00","date_gmt":"2026-10-27T05:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/?p=13296"},"modified":"2026-10-26T21:34:28","modified_gmt":"2026-10-26T20:34:28","slug":"serbia-vucic-e-caduto-il-suo-sistema-no-anche-nel-2000-vinsero-gli-studenti-e-dodici-anni-dopo-tornarono-i-radicali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/serbia-vucic-e-caduto-il-suo-sistema-no-anche-nel-2000-vinsero-gli-studenti-e-dodici-anni-dopo-tornarono-i-radicali.html","title":{"rendered":"Serbia. Vu\u010di\u0107 \u00e8 caduto. Il suo sistema no: anche nel 2000 vinsero gli studenti, e dodici anni dopo tornarono i radicali"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La Lista Studentesca nata dalla strage di Novi Sad ha conquistato il 52 per cento e la maggioranza assoluta. Ma Belgrado ha gi\u00e0 visto una rivoluzione fermarsi al portone del palazzo. Ed entro Natale si vota per il presidente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"577\" src=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Il-viaggio-politico-della-Serbia-1024x577.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-13299\" srcset=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Il-viaggio-politico-della-Serbia-1024x577.png 1024w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Il-viaggio-politico-della-Serbia-300x169.png 300w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Il-viaggio-politico-della-Serbia-768x432.png 768w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Il-viaggio-politico-della-Serbia-1536x865.png 1536w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Il-viaggio-politico-della-Serbia.png 1671w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 chiaro che abbiamo perso queste elezioni\u00bb. Poco dopo le nove di sera di domenica 25 ottobre, con questa frase Aleksandar Vu\u010di\u0107 ha chiuso quattordici anni di potere ininterrotto. Non ha gridato ai brogli n\u00e9 chiesto riconteggi: i numeri non lasciavano margini. Secondo i dati della Commissione elettorale, la Lista Studentesca supera il 52 per cento e la coalizione Serbia Unita si ferma poco sopra il 39. Le proiezioni assegnano agli studenti circa 140 seggi su 250: maggioranza assoluta, senza alleati. Ha votato quasi il 69 per cento degli aventi diritto, l\u2019affluenza pi\u00f9 alta da oltre trent\u2019anni. E per la prima volta il partito di Milo\u0161evi\u0107 resta fuori dal Parlamento: i socialisti di Ivica Da\u010di\u0107, che di Milo\u0161evi\u0107 era stato il portavoce, si fermano al 2,2 per cento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa sfida Vu\u010di\u0107 l\u2019aveva voluta. Il 27 settembre si era dimesso da presidente, con l\u2019ultimo mandato concesso dalla Costituzione ormai agli sgoccioli, per guidare di persona la lista e tornare a fare il primo ministro. Era la mossa che lo aveva sempre salvato: trasformare ogni crisi in un plebiscito su se stesso. Il plebiscito c\u2019\u00e8 stato, e l\u2019ha perso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da domenica sera si parla di fine di un\u2019era. \u00c8 vero solo a met\u00e0. La Serbia ha gi\u00e0 vissuto una notte cos\u00ec, il 5 ottobre 2000, quando un altro movimento di studenti contribu\u00ec a far cadere Slobodan Milo\u0161evi\u0107. L\u2019uomo sconfitto domenica \u00e8 il prodotto di come and\u00f2 a finire allora. La domanda giusta, quindi, non \u00e8 se gli studenti abbiano vinto. \u00c8 se sapranno fare ci\u00f2 che i vincitori del 2000 non fecero: smontare il sistema, oltre a sostituirne il capo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il ministro che chiudeva i giornali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nato a Belgrado nel 1970, Vu\u010di\u0107 entra nel 1993 nel Partito Radicale di Vojislav \u0160e\u0161elj, la formazione ultranazionalista che negli anni delle guerre jugoslave fornisce volontari e retorica alla pulizia etnica. Nel luglio 1995, pochi giorni dopo Srebrenica, dalla tribuna del Parlamento promette che per ogni serbo ucciso moriranno cento musulmani. Nel 1998 Milo\u0161evi\u0107 lo nomina ministro dell\u2019Informazione: i quotidiani critici vengono chiusi, una nuova legge strangola la stampa indipendente a colpi di multe e, sotto le bombe della NATO, le emittenti straniere spariscono dagli schermi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2008 fonda con Tomislav Nikoli\u0107 il Partito Progressista e si reinventa europeista e moderato. Dal 2012 \u00e8 vicepremier, poi premier, dal 2017 presidente. Costruisce un autoritarismo competitivo: si vota, ma su un campo inclinato, tra televisioni allineate, tabloid usati come manganelli, appalti e posti pubblici come moneta di scambio. All\u2019estero si vende come garante della stabilit\u00e0 balcanica, e per anni Bruxelles, Mosca e Pechino comprano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sedici morti e una mano rossa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 1\u00b0 novembre 2024 la pensilina della stazione di Novi Sad, appena ristrutturata nell\u2019ambito dei lavori per la ferrovia Belgrado-Budapest, crolla sulle persone in attesa. Sedici morti. In un Paese abituato a considerare la corruzione un rumore di fondo, quella tettoia diventa una prova materiale: il malaffare negli appalti uccide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cominciano gli studenti, fermando il traffico alle 11:52, l\u2019ora del crollo, un minuto di silenzio per ogni vittima. Poi le facolt\u00e0 occupate, le marce a piedi da una citt\u00e0 all\u2019altra accolte con pane e coperte, insegnanti, agricoltori e pensionati al loro fianco. A gennaio 2025 cade il governo di Milo\u0161 Vu\u010devi\u0107. Il simbolo \u00e8 una mano rossa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il movimento ha fatto due scelte rare: niente capi, perch\u00e9 si decide nei plenum, le assemblee di facolt\u00e0; niente cartelli con i vecchi partiti d\u2019opposizione, screditati. I 250 candidati li hanno scelti i plenum, e tra loro non c\u2019\u00e8 nemmeno uno studente: professori, medici, avvocati, un ex governatore della Banca nazionale, l\u2019ex cestista Dejan Bodiroga. Il primo nome in lista \u00e8 Ilija Srdanovi\u0107, cardiologo di Novi Sad, sconosciuto fino alle proteste e bersagliato dai tabloid governativi con fotomontaggi smascherati dai fact-checker. \u00c8 nato nel 1970, come Vu\u010di\u0107. Stessa generazione, due Serbie: quella che negli anni Novanta censurava e quella che curava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il precedente che nessuno cita<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ottobre 1998, mentre il governo chiudeva i quotidiani d\u2019opposizione, un gruppo di studenti di Belgrado fondava Otpor!, \u00abResistenza\u00bb, contro la legge che aveva cancellato l\u2019autonomia delle universit\u00e0. Simbolo, un pugno chiuso; struttura, volutamente senza capi. Due anni dopo, il 5 ottobre 2000, Otpor era il motore della rivolta che costrinse Milo\u0161evi\u0107 ad ammettere la sconfitta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vera lezione \u00e8 nel seguito. Nel marzo 2003 il premier riformatore Zoran \u0110in\u0111i\u0107 viene assassinato da uomini dell\u2019Unit\u00e0 per le operazioni speciali, creatura dei servizi del vecchio regime. Lo stesso anno Otpor si presenta alle elezioni e prende l\u20191,6 per cento; nel 2004 confluisce in un partito tradizionale. La coalizione democratica si sbriciola in rivalit\u00e0 personali e privatizzazioni opache. Nel 2012 tornano al potere gli eredi dei radicali, con la cravatta nuova. Vu\u010di\u0107 non \u00e8 l\u2019alternativa al 5 ottobre: ne \u00e8 il prodotto. \u00c8 ci\u00f2 che accade quando una rivoluzione abbatte un uomo e lascia in piedi l\u2019apparato che lo sorreggeva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quando la piazza vince e poi perde<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo schema non \u00e8 solo serbo, e dovrebbe togliere il sonno ai vincitori di domenica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>Paese<\/strong><\/td><td><strong>La scintilla<\/strong><\/td><td><strong>La vittoria<\/strong><\/td><td><strong>Com\u2019\u00e8 finita<\/strong><\/td><\/tr><tr><td><strong>Serbia<\/strong><\/td><td>La legge che nel 1998 cancella l\u2019autonomia delle universit\u00e0; nasce Otpor!<\/td><td>Caduta di Milo\u0161evi\u0107, 5 ottobre 2000<\/td><td>\u0110in\u0111i\u0107 assassinato nel 2003, Otpor all\u20191,6%; nel 2012 tornano al potere gli ex radicali di Vu\u010di\u0107<\/td><\/tr><tr><td><strong>Romania<\/strong><\/td><td>Incendio del club Colectiv, 64 morti (2015)<\/td><td>Il premier Ponta si dimette; nasce l\u2019USR, che entra al governo nel 2020<\/td><td>Fuori dall\u2019esecutivo in meno di un anno, tra liti e scissioni; il fondatore Nicu\u0219or Dan arriva alla presidenza solo nel 2025<\/td><\/tr><tr><td><strong>Slovacchia<\/strong><\/td><td>Omicidio del giornalista J\u00e1n Kuciak e della fidanzata (2018)<\/td><td>Fico si dimette; nel 2020 Igor Matovi\u010d vince con il 25% promettendo pulizia<\/td><td>Governo logorato da liti e dal caso Sputnik; nel 2023 Fico torna premier<\/td><\/tr><tr><td><strong>Italia<\/strong><\/td><td>Il \u00abvaffa\u00bb contro la Casta (2007)<\/td><td>M5S primo partito con il 32,7% (2018)<\/td><td>Governi con Lega, PD e Draghi; nel 2022 i voti sono pi\u00f9 che dimezzati<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Movimento 5 Stelle sfidava una democrazia logora, non un regime, ma il meccanismo \u00e8 identico: i movimenti nati dall\u2019indignazione vincono sul terreno morale e perdono su quello amministrativo. Sanno che cosa non vogliono, e arrivano al governo senza aver mai dovuto scegliere che cosa vogliono. Il vecchio sistema, intanto, si ritira nelle procure, nelle redazioni, nei municipi, e aspetta. Fico, costretto alle dimissioni nel 2018, \u00e8 tornato premier nel 2023. Gli ex radicali serbi hanno aspettato dodici anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le tre trappole di Belgrado<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La prima \u00e8 il calendario. <\/strong>Vu\u010di\u0107 ha perso il Parlamento, non il Paese. Dopo le sue dimissioni la presidenza \u00e8 passata ad interim ad Ana Brnabi\u0107, presidente dell\u2019Assemblea e sua fedelissima, e il nuovo capo dello Stato va eletto entro tre mesi: la partita si riapre entro il 25 dicembre. Il suo partito conserva quasi il 40 per cento, una rete capillare nei comuni e gran parte dell\u2019informazione. Gli osservatori del CRTA hanno documentato pressioni sugli elettori in quasi un terzo dei seggi monitorati, e quelli dell\u2019OSCE hanno descritto una campagna \u00absbilanciata\u00bb a favore del partito uscente, con quasi un miliardo di euro di benefici annunciati sotto elezioni e una televisione pubblica schierata: l\u2019apparato funziona ancora, anche quando perde.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La seconda \u00e8 l\u2019assenza di un capo. <\/strong>\u00ab\u00c8 vero che sono il primo tra pari, ma non \u00e8 vero che sono il capolista\u00bb, ripeteva Srdanovi\u0107 in campagna. L\u2019orizzontalit\u00e0 \u00e8 stata la forza del movimento: non c\u2019era un volto da comprare o screditare. Al governo diventa un problema. Un esecutivo deve decidere in ore, non in assemblee; deve nominare, licenziare, prendersi le colpe. E duecentocinquanta persone scelte perch\u00e9 non erano politici dovranno comportarsi da maggioranza disciplinata per quattro anni. Il passaggio dal plenum al Consiglio dei ministri \u00e8 il punto esatto in cui Otpor si \u00e8 perso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La terza \u00e8 la geopolitica rinviata. <\/strong>Bruxelles festeggia: Ursula von der Leyen si \u00e8 congratulata in poche ore. Farebbe bene a leggere il programma. La Lista promette neutralit\u00e0 militare, considera l\u2019adesione all\u2019Unione non una priorit\u00e0 immediata e da affidare a un eventuale referendum, definisce il Kosovo \u00abparte inalienabile\u00bb della Serbia. Vuole sospendere la miniera di litio di Jadar, il progetto di Rio Tinto su cui l\u2019Europa ha costruito nel 2024 un partenariato per le materie prime critiche. Nelle piazze, del resto, non si vedevano bandiere a dodici stelle: il movimento teneva insieme filoeuropei e nazionalisti delusi. Intanto la principale compagnia petrolifera del Paese, la NIS, \u00e8 ancora per il 56 per cento in mano al gruppo Gazprom, sotto sanzioni americane, in attesa che si chiuda la vendita all\u2019ungherese MOL. E Vu\u010di\u0107, nel discorso della sconfitta, ha gi\u00e0 accusato alcuni Paesi europei e il \u00abdeep state\u00bb americano di aver sostenuto le proteste: ogni abbraccio troppo stretto di Bruxelles gli regaler\u00e0 la storia del governo eterodiretto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perch\u00e9 ci riguarda<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Italia \u00e8 il terzo partner commerciale della Serbia, dopo Germania e Cina, con un interscambio che nel 2024 ha superato i 3,7 miliardi di euro. A Kragujevac Stellantis costruisce la Fiat Grande Panda, e nel 2025 ha chiesto a operai di Melfi, Modena, Cassino e Termoli di andare a lavorare l\u00ec per qualche mese, perch\u00e9 con paghe intorno agli 800 euro non trovava abbastanza manodopera locale. La stabilit\u00e0 di Vu\u010di\u0107 era anche questo: salari bassi, sindacati deboli, un governo accomodante con chi investe. Un prodotto che l\u2019Europa, Italia compresa, comprava volentieri. Un governo che promette di rivedere i grandi contratti e alzare il salario minimo cambia i conti anche per chi investe da qui. Per una volta, chi a Roma e a Bruxelles predica lo Stato di diritto nei Balcani dovr\u00e0 dimostrare di volerlo anche quando costa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La seconda occasione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La notte del voto una ricercatrice serba ha scritto di sperare di \u00abnon sprecare la seconda chance\u00bb. \u00c8 la frase pi\u00f9 lucida di queste ore, perch\u00e9 ammette ci\u00f2 che i trionfalismi tacciono: la prima i serbi l\u2019avevano gi\u00e0 sprecata. Il Gattopardo \u00e8 una tentazione irresistibile per chi guarda da lontano, ma il fatalismo \u00e8 anche una forma di pigrizia. Questa volta qualcosa di diverso c\u2019\u00e8: i serbi hanno battuto il sistema nelle urne e non sulle barricate, con un movimento che ha studiato i fallimenti dei predecessori. Resta da capire se ha studiato anche l\u2019ultimo capitolo, quello in cui i vincitori scoprono che abbattere un uomo \u00e8 pi\u00f9 facile che smontare un apparato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La misura del successo non sar\u00e0 il primo discorso del nuovo premier. Saranno tre cose concrete: se la magistratura arriver\u00e0 ai responsabili di Novi Sad, se la televisione pubblica smetter\u00e0 di essere la televisione di qualcuno, se entro Natale il nuovo presidente sar\u00e0 eletto su un campo finalmente piano. Se accadr\u00e0, il 25 ottobre 2026 sar\u00e0 ricordato come il giorno in cui la Serbia ha chiuso gli anni Novanta. Altrimenti, fra dieci anni qualcuno scriver\u00e0 di un nuovo uomo forte e si chieder\u00e0 come sia stato possibile. E la risposta sar\u00e0, ancora una volta, che la rivoluzione si era fermata sul portone del palazzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D.V.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Lista Studentesca nata dalla strage di Novi Sad ha conquistato il 52 per cento e la maggioranza<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3986,3985,1,4,3604],"tags":[4154,3563,4000,3542,4149,4158,3541,4162,3533,543,4160,4137,4138,4173,4170,4144,4151,4164,4169,3884,4145,1398,4146,4163,4168,4143,4165,4167,4139,4159,4161,4150,4142,4156,4152,4148,4155,4140,4166,4172,3536,4147,3543,4174,4171,4141,1306,3185,4153,4157],"class_list":["post-13296","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diplomazia","category-geopolitica","category-informazione","category-politica","category-storia","tag-5-ottobre-2000","tag-adesione-ue","tag-affluenza","tag-aleksandar-vucic","tag-ana-brnabic","tag-autoritarismo-competitivo","tag-balcani","tag-balcani-occidentali","tag-belgrado","tag-corruzione","tag-crta","tag-elezioni-parlamentari","tag-elezioni-serbia","tag-fiat-grande-panda","tag-gazprom","tag-ilija-srdanovic","tag-ivica-dacic","tag-kosovo","tag-kragujevac","tag-liberta-di-stampa","tag-lista-studentesca","tag-litio","tag-mano-rossa","tag-miniera-di-jadar","tag-mol","tag-movimento-studentesco","tag-neutralita-militare","tag-nis","tag-novi-sad","tag-osce","tag-osservatori-elettorali","tag-otpor","tag-partito-progressista-serbo","tag-partito-radicale-serbo","tag-partito-socialista-serbo","tag-plenum","tag-presidenziali-serbia","tag-proteste-studentesche","tag-rio-tinto","tag-romania","tag-serbia","tag-serbia-unita","tag-slobodan-milosevic","tag-slovacchia","tag-stellantis","tag-strage-di-novi-sad","tag-unione-europea","tag-ursula-von-der-leyen","tag-vojislav-seselj","tag-zoran-dindic"],"featured_image_urls":{"full":"","thumbnail":"","medium":"","medium_large":"","large":"","1536x1536":"","2048x2048":"","morenews-large":"","morenews-medium":""},"author_info":{"info":["D.V."]},"category_info":"<a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/diplomazia\" rel=\"category tag\">Diplomazia<\/a> <a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/geopolitica\" rel=\"category tag\">Geopolitica<\/a> <a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\" rel=\"category tag\">Informazione<\/a> <a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\/politica\" rel=\"category tag\">Politica<\/a> <a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\/storia\" rel=\"category tag\">Storia<\/a>","tag_info":"Storia","comment_count":"0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13296","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13296"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13296\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13303,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13296\/revisions\/13303"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13296"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13296"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13296"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}