{"id":13206,"date":"2026-10-18T06:31:00","date_gmt":"2026-10-18T04:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/?p=13206"},"modified":"2026-10-17T19:56:47","modified_gmt":"2026-10-17T17:56:47","slug":"la-deregolamentazione-dellanima-il-declino-del-limite-nella-societa-dellio-ipertrofico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/la-deregolamentazione-dellanima-il-declino-del-limite-nella-societa-dellio-ipertrofico.html","title":{"rendered":"La deregolamentazione dell&#8217;anima. Il declino del limite nella societ\u00e0 dell\u2019io ipertrofico."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Abbiamo scambiato la libert\u00e0 per l\u2019assenza di vincoli e il cittadino per un cliente. Il risultato non \u00e8 un Paese pi\u00f9 libero, ma uno spazio pubblico in cui vince chi arriva prima, chi alza la voce, chi rischia sulla pelle degli altri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Il-trionfo-dellio-sulla-societa-1024x576.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-13237\" srcset=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Il-trionfo-dellio-sulla-societa-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Il-trionfo-dellio-sulla-societa-300x169.png 300w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Il-trionfo-dellio-sulla-societa-768x432.png 768w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Il-trionfo-dellio-sulla-societa-1536x864.png 1536w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Il-trionfo-dellio-sulla-societa.png 1672w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo diventati una civilt\u00e0 che ha dichiarato guerra al concetto stesso di limite. Basta osservare l\u2019evoluzione dei comportamenti collettivi negli ultimi decenni per riconoscere una costante inquietante: la demolizione progressiva e metodica di ogni argine morale, normativo e sociale, in nome di un\u2019idea di libert\u00e0 che ha smesso di essere un valore democratico per diventare una patologia dell\u2019ego.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019individuo contemporaneo soffre di un\u2019ipertrofia dell\u2019io che gli impedisce di concepire il prossimo se non come una funzione o, peggio, come un intralcio alla propria espressione personale. Gi\u00e0 nel 1979 Christopher Lasch parlava di una \u00abcultura del narcisismo\u00bb; oggi quella diagnosi \u00e8 diventata un modo di stare al mondo. Abbiamo confuso la sacrosanta difesa dei diritti civili e individuali con la deregolamentazione dell\u2019anima. In questo capovolgimento la regola non \u00e8 pi\u00f9 il patto che garantisce la sopravvivenza della comunit\u00e0, ma un\u2019offesa intollerabile al proprio insindacabile arbitrio. L\u2019anarchia comportamentale che ne deriva non \u00e8 un\u2019esplosione di libert\u00e0: \u00e8 il capriccio elevato a sistema. E lo spazio pubblico smette di essere il luogo della condivisione per diventare un Far West relazionale, governato dalla prevaricazione quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La genesi del capriccio: il consumatore davanti alla legge<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa intolleranza verso il limite non nasce dal nulla. \u00c8 il frutto maturo di un modello economico e culturale che ha colonizzato la psiche. Per generazioni la societ\u00e0 dei consumi ci ha educati all\u2019idea che tutto debba essere immediato, accessibile, personalizzabile e privo di attrito. Il mercato ci ha abituati a eliminare l\u2019attesa, ad aggirare l\u2019ostacolo, a pretendere che il mondo si modelli sulle nostre esigenze del momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dramma si compie quando la stessa forma mentis passa dal piano dei consumi privati a quello della convivenza civile. Il cittadino si accosta alla legge dello Stato con la stessa pretesa con cui giudica un\u2019applicazione sul telefono. La norma, il vincolo amministrativo, il controllo di sicurezza, la sanzione non vengono pi\u00f9 letti come tutele collettive, ma come disservizi: attentati alla propria libert\u00e0 di movimento o di profitto. Se una regola rallenta la mia corsa, se una procedura riduce il mio margine, se un divieto limita la mia gratificazione immediata, l\u2019errore non sta nel mio comportamento, ma nella regola. La sanzione diventa vessazione, il controllore un nemico. Nasce cos\u00ec l\u2019utente globale: un soggetto che pretende tutti i servizi della cittadinanza e rifiuta di pagarne il prezzo in doveri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure la Costituzione non lascia spazio a equivoci. L\u2019articolo 2, mentre riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell\u2019uomo, richiede \u00abl\u2019adempimento dei doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale\u00bb. Nella Carta, diritti e doveri stanno nella stessa frase. Nella testa di molti, ormai, abitano in due paesi diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019estetica dell\u2019irresponsabilit\u00e0: il culto del rischio asimmetrico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sintomo pi\u00f9 evidente di questa anima deregolamentata \u00e8 quello che possiamo chiamare il \u00abculto del rischio asimmetrico\u00bb. In una societ\u00e0 sana il rischio individuale \u00e8 legato alla responsabilit\u00e0: chi compie un\u2019azione pericolosa si fa carico delle sue conseguenze materiali e morali. Oggi, invece, si pretende di privatizzare il brivido dell\u2019infrazione e di socializzare la tragedia che ne deriva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla strada, dove la distrazione \u00e8 ormai fra le prime cause accertate degli incidenti, come nei cantieri e nelle fabbriche, la dinamica \u00e8 la stessa: un\u2019illusione di onnipotenza, tecnologica ed esistenziale, fa credere che l\u2019incidente, il crollo, la tragedia riguardino sempre \u00abgli altri\u00bb. I protocolli di sicurezza e i controlli preventivi diventano orpelli burocratici che frenano l\u2019efficienza. L\u2019urgenza, che sia dettata dal profitto o dalla banale fretta quotidiana, \u00e8 eletta a valore supremo, e davanti a essa la tutela della vita deve farsi da parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La notte del 30 agosto 2023, a Brandizzo, nel Torinese, cinque operai al lavoro sui binari furono travolti da un treno. Secondo l\u2019accusa, i lavori sarebbero cominciati senza il nulla osta all\u2019interruzione della circolazione; diversi testimoni hanno raccontato che partire in anticipo, sulla base di un via libera a voce, era una prassi, per guadagnare tempo e non incorrere in penali. Il 30 settembre scorso, davanti al giudice dell\u2019udienza preliminare di Ivrea, si \u00e8 aperto il procedimento: ventuno persone e tre societ\u00e0 sono chiamate a rispondere di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario. Le responsabilit\u00e0 le stabiliranno i giudici. La lezione, intanto, \u00e8 gi\u00e0 chiara: quando il tempo vale pi\u00f9 della regola, prima o poi qualcuno paga con la vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questa l\u2019asimmetria pi\u00f9 crudele: a decidere di correre \u00e8 chi sta pi\u00f9 in alto nella catena, a pagare \u00e8 quasi sempre chi sta pi\u00f9 in basso. E chi si muove nel mondo come un predatore, convinto che la propria eccezionalit\u00e0 lo esenti dalle regole comuni, \u00e8 spesso lo stesso che, quando la realt\u00e0 presenta il conto, si riscopre fragile e invoca il soccorso dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La ritirata dello Stato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa deriva non avrebbe raggiunto simili vette senza la ritirata delle istituzioni. Di fronte a una massa critica di cittadini che rifiutano il limite, il potere politico e amministrativo ha abdicato alla propria funzione educativa e sanzionatoria. Non cerca pi\u00f9 di governare le pulsioni individualistiche per incanalarle verso il bene comune: preferisce assecondarle, terrorizzato dall\u2019idea di perdere il consenso di un elettorato che si indigna al primo accenno di rigore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo Stato si \u00e8 cos\u00ec trasformato da custode della regola in notaio delle catastrofi. I numeri lo dicono meglio di qualunque aggettivo. Secondo il rapporto dell\u2019Ispettorato nazionale del lavoro, nel 2025 le ispezioni concluse in materia di salute e sicurezza sono state 40.474, e oltre otto su dieci hanno riscontrato irregolarit\u00e0: l\u201982,1%. I controlli sono mirati, e quel dato non descrive tutte le imprese italiane; ma racconta che dove lo Stato guarda trova quasi sempre qualcosa che non va. E che guarda troppo poco: alla fine dell\u2019anno, a vigilare su milioni di aziende, c\u2019erano 4.366 ispettori in tutto. Significa che una regola pu\u00f2 restare violata per anni prima che qualcuno se ne accorga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si rinuncia al controllo preventivo, spesso osteggiato in nome di una malintesa difesa della riservatezza o della libert\u00e0 d\u2019impresa, e ci si riduce a contare i danni. Si preferisce gestire l\u2019emergenza, piangere le vittime a favore di telecamera e varare norme d\u2019urgenza dal forte impatto emotivo e dalla scarsa efficacia pratica, piuttosto che esercitare l\u2019autorit\u00e0, assai meno fotogenica, della prevenzione. Questa tolleranza verso la piccola infrazione e l\u2019elusione sistematica delle regole ha lanciato un messaggio devastante: il limite \u00e8 negoziabile, la sanzione \u00e8 un incidente di percorso, la responsabilit\u00e0 civile \u00e8 un concetto da libro di scuola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il deserto della libert\u00e0 senza doveri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una societ\u00e0 che rifiuta il limite non approda a una libert\u00e0 pi\u00f9 grande, ma al deserto della convivenza. Quando ciascuno si arroga il diritto di stabilire da solo dove finisce la propria libert\u00e0 e dove comincia quella altrui, la democrazia regredisce verso quello stato di natura che Thomas Hobbes, nel <em>Leviatano<\/em>, descriveva come una guerra di tutti contro tutti. Oggi la si combatte a colpi di furbizia, di prepotenza e di indifferenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vera libert\u00e0 non coincide con l\u2019assenza di regole: ne \u00e8, al contrario, il prodotto pi\u00f9 raffinato. Montesquieu lo scriveva gi\u00e0 nel 1748, definendo la libert\u00e0 come il diritto di fare tutto ci\u00f2 che le leggi permettono. Poco pi\u00f9 di un secolo dopo, Giuseppe Mazzini intitolava la sua opera pi\u00f9 celebre non ai diritti, ma ai doveri dell\u2019uomo. Il limite non \u00e8 il muro che imprigiona l\u2019individuo: \u00e8 il confine che protegge la sua esistenza dall\u2019egoismo del vicino, e quella del vicino dal suo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invertire la rotta \u00e8 possibile, ma richiede scelte precise, non appelli. Da queste colonne ne proponiamo due. La prima: un piano straordinario di assunzioni di ispettori del lavoro, perch\u00e9 una regola che nessuno controlla \u00e8 soltanto un consiglio. La seconda: l\u2019educazione civica, reintrodotta nel 2019 con almeno trentatr\u00e9 ore l\u2019anno distribuite fra le altre materie, diventi una disciplina vera, con un docente e un orario propri, in cui i doveri si insegnino con la stessa seriet\u00e0 dei diritti. Senza scelte di questo tipo, ci ritroveremo a vivere in un aggregato instabile di solitudini predatrici. Una societ\u00e0 che deregolamenta la propria anima per risparmiarsi la fatica del limite ha gi\u00e0 rinunciato al proprio futuro, ed \u00e8 destinata a implodere sotto il peso dei suoi stessi capricci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D.V.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo scambiato la libert\u00e0 per l\u2019assenza di vincoli e il cittadino per un cliente. 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