{"id":13123,"date":"2026-09-21T06:00:00","date_gmt":"2026-09-21T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/?p=13123"},"modified":"2026-09-20T16:19:36","modified_gmt":"2026-09-20T14:19:36","slug":"da-columbine-a-centocelle-come-la-diretta-social-e-diventata-amplificatore-degli-omicidi-di-massa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/da-columbine-a-centocelle-come-la-diretta-social-e-diventata-amplificatore-degli-omicidi-di-massa.html","title":{"rendered":"Da Columbine a Centocelle. Come la diretta social \u00e8 diventata amplificatore degli omicidi di massa."},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-20-set-2026-08_05_14-1024x576.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-13125\" srcset=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-20-set-2026-08_05_14-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-20-set-2026-08_05_14-300x169.png 300w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-20-set-2026-08_05_14-768x432.png 768w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-20-set-2026-08_05_14-1536x864.png 1536w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-20-set-2026-08_05_14.png 1672w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abLa violenza \u00e8 l&#8217;ultimo rifugio degli incapaci.\u00bb<\/em> <em>\u2014 Isaac Asimov<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 sempre stato un confine, sottile ma rassicurante, tra lo schermo e la vita reale. Da bambini abbattevamo invasori alieni fatti di pixel, da adolescenti guardavamo film horror sapendo che il sangue fosse finto, e i genitori pi\u00f9 apprensivi si limitavano a chiedersi, in astratto, se troppi videogiochi violenti potessero \u201cdiseducare\u201d. Era un dibattito comodo, quasi da salotto, che permetteva di parlare di violenza tenendola a distanza di sicurezza, dentro una cornice ben precisa: quella del gioco, della finzione, dello spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, la realt\u00e0 ha bruscamente violato il confine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso dell&#8217;Istituto di Roma-Centocelle, dove uno studente di appena tredici anni si \u00e8 barricato in bagno, ha indossato un caschetto con lo smartphone montato a mo&#8217; di GoPro e ha avviato una diretta streaming su Telegram per riprendere l&#8217;accoltellamento della propria insegnante, fa crollare l&#8217;ultimo paravento. Il mostro non abita pi\u00f9 nei sobborghi del Colorado; siede in terza media nei nostri quartieri. E non ha bisogno di un fucile d&#8217;assalto per replicare il format del terrore globale: gli bastano un coltello e una connessione a banda larga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere come l&#8217;Italia sia scivolata in questa americanizzazione nel peggior senso del termine, \u00e8 necessario mappare una spietata cronologia del \u201cmale spettacolo\u201d, una timeline in cui l&#8217;evoluzione tecnologica ha progressivamente trasformato l&#8217;assassino da reietto a content creator.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La cronologia del male spettacolo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il \u201cTrauma Zero\u201d si consuma nel 1999 alla Columbine High School. Eric Harris e Dylan Klebold pianificano il massacro registrando \u201chome video\u201d nel seminterrato di casa. Cercano la notoriet\u00e0 postuma, ma sono figli dell&#8217;era analogica: dipendono dai tempi dei media tradizionali, dalle videocassette da far ritrovare, dalla mediazione di TV e giornali. Dodici anni dopo, nel 2011 a Ut\u00f8ya, l&#8217;estremismo suprematista di Anders Breivik fa un passo avanti: prima di sterminare decine di coetanei, l&#8217;attentatore invia via mail un manifesto ideologico di 1.500 pagine. La rete serve a diffondere il \u201cverbo\u201d, ma l&#8217;atto in s\u00e9 non \u00e8 ancora visibile in tempo reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero punto di svolta digitale arriva nel 2019 a Christchurch, in Nuova Zelanda. Brenton Tarrant assalta due moschee trasmettendo la strage in diretta streaming su Facebook. La telecamera sul casco mutua l&#8217;estetica in prima persona (First-Person Shooter) dei videogiochi sparatutto. L\u00ec nasce il format definitivo: la violenza diventa un prodotto fruibile live, confezionato per il pubblico dei social. Negli anni successivi, la follia islamista perfeziona il meccanismo, traducendo l&#8217;orrore nel formato TikTok e Reels: clip brevi, montate con musiche virali e destinate ad algoritmi progettati per premiare la rapidit\u00e0 del macabro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Centocelle: l&#8217;ultimo miglio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino ad arrivare a Centocelle. Qui assistiamo all&#8217;ultimo, drammatico miglio di questa evoluzione. Il movente macroscopico dell&#8217;ideologia sparisce, sostituito da un movente microscopico: un debito scolastico, il rancore verso un docente, la noia cronica o la brama assoluta di clout (notoriet\u00e0). Ci\u00f2 che resta identico \u00e8 il modus operandi mutuato dal terrorismo e dallo stragismo d&#8217;oltreoceano. Se l&#8217;azione violenta non \u00e8 trasmessa in diretta, per queste generazioni sradicate dalla realt\u00e0 l&#8217;azione stessa non esiste. L&#8217;uso di equipaggiamento tattico e l&#8217;annuncio criptico sui social ore prima (\u201c-5 hours\u201d) testimoniano una totale dissociazione ludica: i ragazzi confondono il sangue vero con una sessione di Call of Duty. La carne sanguina, ma nella loro mente stanno solo accumulando visualizzazioni e reazioni digitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le responsabilit\u00e0 delle piattaforme<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questo mostro tecnologico non nasce nel vuoto; cresce nutrito dalle colossali responsabilit\u00e0 delle piattaforme social. Colossi come TikTok, Instagram e canali deregolamentati come Telegram hanno monetizzato l&#8217;attenzione cinica. I loro algoritmi non sono neutrali: sono progettati per premiare l&#8217;iper-esposizione, la polarizzazione e lo shock. Il macabro fa fare engagement, e la moderazione dei contenuti si rivela una farsa ipocrita di fronte a mercati che monetizzano i click sul dolore. I social hanno fornito il teatro e l&#8217;amplificatore, ma la scenografia culturale \u00e8 stata scritta altrove, attraverso l&#8217;adozione acritica di modelli antropologici totalmente distorti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un&#8217;intersezione, tanto discussa quanto reale, tra il nichilismo digitale e l&#8217;immaginario veicolato da certa scena rap e trapper nostrana. Ed \u00e8 onesto premettere che il nesso causale resta oggetto di un dibattito accademico tutt&#8217;altro che risolto: diversi studiosi sostengono, non senza fondamento, che la trap non generi la violenza ma la rispecchi, fotografando un disagio sociale preesistente pi\u00f9 che crearlo \u2014 un dibattito che ricorda da vicino quello, mai chiuso scientificamente, sul rapporto tra videogiochi violenti e aggressivit\u00e0 giovanile. Resta per\u00f2 difficile negare che quell&#8217;immaginario \u2014 fatto di misoginia sistematica, ostentazione di armi, abuso di droghe e una venerazione feticistica per i soldi facili e la \u201cbella vita\u201d ottenuta con la prevaricazione \u2014 fornisca oggi un vocabolario simbolico gi\u00e0 pronto a chi quel disagio lo sta gi\u00e0 vivendo per conto proprio. Le \u201cbaby gang\u201d che un tempo consideravamo esagerazioni cinematografiche confinate a Los Angeles, oggi applicano sul territorio le barre di queste canzoni, traducendo la subcultura dello sballo e del coltello in gerarchia criminale quotidiana \u2014 non necessariamente per colpa della musica, ma certamente non senza il suo contributo lessicale ed estetico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il vuoto pneumatico di famiglia e scuola<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo scenario si \u00e8 consolidato a causa dell&#8217;abissale distanza educativa delle due agenzie fondamentali: la scuola e, soprattutto, la famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La famiglia ha abdicato da tempo al proprio ruolo primario, trasformandosi spesso in un sindacato di difesa corporativa dei figli contro qualsiasi forma di autorit\u00e0 esterna. Genitori terrorizzati dal conflitto emotivo o perennemente distratti dai propri schermi hanno delegato la crescita psicologica all&#8217;algoritmo, usando lo smartphone come un anestetico sin dalla prima infanzia. I figli crescono in una solitudine interiore spaventosa, in cui i genitori non intercettano i segnali di disagio n\u00e9 i diari di bordo digitali in cui si cova il delirio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal canto suo, la scuola \u00e8 rimasta burocratizzata, ridotta a un distributore di nozioni e crediti formativi, incapace di intercettare l&#8217;analfabetismo emotivo che divora le classi. Di fronte all&#8217;implosione del patto educativo, la risposta della politica e dello Stato \u00e8 drammaticamente speculare a quella americana: l&#8217;illusione della repressione tecnologica. Si assiste alla militarizzazione progressiva dello spazio pubblico e all&#8217;accettazione di un \u201cGrande Fratello\u201d sempiterno, con telecamere ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La resa dei metal detector<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 in questo vuoto pneumatico di idee che si inserisce l&#8217;aberrazione logica di quanti, di fronte al sangue nei corridoi, invocano oggi l&#8217;installazione di metal detector all&#8217;ingresso delle scuole. Una proposta che rappresenta la resa definitiva della funzione educativa dello Stato. Trasformare i nostri istituti in check-point aeroportuali significa ratificare la sconfitta, accettare l&#8217;idea che l&#8217;alunno sia un potenziale criminale da perquisire prima ancora che un individuo da formare. Pi\u00f9 varchi blindati si creano, pi\u00f9 telecamere si installano, meno risposte si trovano. Si tenta di blindare l&#8217;esterno lasciando sguarnito l&#8217;interno: la mente e l&#8217;anima di adolescenti il cui unico vero riferimento \u00e8 diventato un feed social.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se un ragazzino di tredici anni sente il bisogno di eludere la realt\u00e0, filmarsi in streaming e trasformare un&#8217;aula delle nostre scuole medie nel set di un&#8217;esecuzione pur di esistere agli occhi del mondo, la colpa non \u00e8 della singola \u201cmela marcia\u201d. \u00c8 di una societ\u00e0 che ha smantellato i presidi educativi e normalizzato il degrado morale pur di monetizzare l&#8217;attenzione. Se continueremo a curare i sintomi anzich\u00e9 la malattia, ignorando il collasso affettivo dei nostri figli per concentrarci solo sui tornelli e sui corpi di reato, Centocelle non rimarr\u00e0 un fatto isolato. Sar\u00e0 solo l&#8217;inizio del nostro personalissimo, quotidiano e tragicissimo bollettino di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D.V.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa violenza \u00e8 l&#8217;ultimo rifugio degli incapaci.\u00bb \u2014 Isaac Asimov C&#8217;\u00e8 sempre stato un confine, sottile ma rassicurante,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3606,3570,1,4],"tags":[3739,3712,3728,3741,3717,26,3159,3725,3715,3719,3732,3713,3734,28,3744,3722,3743,3166,3716,3257,827,3727,3721,623,3730,3751,3737,1015,3068,3748,3747,3750,3738,3726,3733,2791,3729,3736,168,3742,937,3746,3618,3056,3745,3749,3720,3740,3724,125,3723,3735,3718,3731,3153,3714],"class_list":["post-13123","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-famiglia","category-informazione","category-politica","tag-adolescenti","tag-aggressione-insegnante","tag-algoritmi","tag-analfabetismo-emotivo","tag-anders-breivik","tag-attualita","tag-baby-gang","tag-brenton-tarrant","tag-centocelle","tag-christchurch","tag-clout","tag-columbine","tag-content-creator","tag-cronaca","tag-dipendenza-da-schermi","tag-diretta-streaming","tag-disagio-giovanile","tag-dispersione-scolastica","tag-dylan-klebold","tag-editoriale","tag-educazione","tag-engagement","tag-eric-harris","tag-famiglia","tag-first-person-shooter","tag-foundation","tag-genitorialita","tag-grande-fratello","tag-instagram","tag-isaac-asimov","tag-metal-detector","tag-militarizzazione","tag-minori","tag-moderazione-dei-contenuti","tag-notorieta","tag-opinione","tag-piattaforme-digitali","tag-rap","tag-roma","tag-salute-mentale-adolescenziale","tag-scuola","tag-sicurezza-scolastica","tag-smartphone","tag-social-media","tag-solitudine-digitale","tag-sorveglianza","tag-stragismo","tag-subcultura-giovanile","tag-telegram","tag-terrorismo","tag-tiktok","tag-trap","tag-utoya","tag-videogiochi-violenti","tag-violenza","tag-violenza-scolastica"],"featured_image_urls":{"full":"","thumbnail":"","medium":"","medium_large":"","large":"","1536x1536":"","2048x2048":"","morenews-large":"","morenews-medium":""},"author_info":{"info":["D.V."]},"category_info":"<a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\/cultura\" rel=\"category tag\">Cultura<\/a> <a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\/famiglia\" rel=\"category tag\">Famiglia<\/a> <a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\" rel=\"category tag\">Informazione<\/a> <a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\/politica\" rel=\"category tag\">Politica<\/a>","tag_info":"Politica","comment_count":"0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13123","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13123"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13123\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13127,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13123\/revisions\/13127"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13123"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13123"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13123"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}