{"id":12901,"date":"2026-09-24T06:00:00","date_gmt":"2026-09-24T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/?p=12901"},"modified":"2026-09-24T06:56:34","modified_gmt":"2026-09-24T04:56:34","slug":"linganno-delle-parole-perche-la-costituzione-non-ha-mai-voluto-un-premier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/linganno-delle-parole-perche-la-costituzione-non-ha-mai-voluto-un-premier.html","title":{"rendered":"L&#8217;inganno delle parole: perch\u00e9 la Costituzione non ha mai voluto un &#8220;Premier&#8221;."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><em>Dalla distrazione linguistica dei media alle tentazioni presidenziali di Palazzo Chigi: la deriva che minaccia la Repubblica Parlamentare nata dalla Resistenza. E mentre cresce il rischio di annichilimento dei contrappesi, torna la pericolosa illusione dell&#8217;uomo della provvidenza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-23-ago-2026-18_16_30-2-1024x576.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12927\" srcset=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-23-ago-2026-18_16_30-2-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-23-ago-2026-18_16_30-2-300x169.png 300w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-23-ago-2026-18_16_30-2-768x432.png 768w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-23-ago-2026-18_16_30-2-1536x864.png 1536w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-23-ago-2026-18_16_30-2.png 1672w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>\u00abLa Costituzione non \u00e8 una macchina che una volta messa in moto va avanti da s\u00e9. [\u2026] Perch\u00e9 si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l&#8217;impegno, lo spirito, la volont\u00e0 di mantenere queste promesse\u00bb.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando Piero Calamandrei pronunciava queste parole, pensava alla carne e al sangue della Democrazia, non ai titoli da esibire nei sottopancia dei telegiornali. Eppure, oggi, sembra che la nostra Repubblica Parlamentare sia scivolata in un salone di bellezza linguistico, dove l\u2019italiano cede il passo a un anglicismo d&#8217;importazione: <strong>&#8220;Premier&#8221;<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono parole che si usano per brevit\u00e0, altre per distrazione, e altre ancora per abitudine. Ma in Politica, la distrazione \u00e8 un lusso che si paga caro. Chiamare il Presidente del Consiglio con l&#8217;appellativo di &#8220;Premier&#8221; non rappresenta un peccato veniale da correttori di bozze; \u00e8 un falso in atto pubblico della memoria collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il fantasma nell&#8217;emiciclo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nostra <strong>Costituzione<\/strong>, nata dalle macerie del ventennio fascista e dall\u2019orrore dell\u2019uomo solo al comando, ignora deliberatamente questa parola. I padri costituenti, che avevano il senso della misura e il timore dell\u2019ipertrofia del potere, scrissero chiaramente all&#8217;<strong>articolo 92<\/strong> che il Governo \u00e8 composto dal Presidente del Consiglio e dai Ministri. E al successivo <strong>articolo 95<\/strong> ne precisarono i confini: il Presidente &#8220;dirige&#8221; la politica generale e &#8220;coordina&#8221; l&#8217;attivit\u00e0 dei ministri. \u00c8, per definizione, un primus inter pares: coordina, non comanda; \u00e8 un direttore d&#8217;orchestra, non il proprietario del teatro. Oggi, invece, si usa il termine &#8220;Premier&#8221; per contrabbandare l&#8217;idea che quel potere di comando assoluto ci sia gi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assistiamo a una strana transumanza semantica. Giornalisti pigri, commentatori distratti e politici fin troppo lucidi usano quel termine come se fosse un dato di fatto. Si parla di &#8220;Premier Meloni&#8221; con la stessa naturalezza con cui si ordina un caff\u00e8 al bar. Il vocabolo \u00e8 ormai entrato perfino nei registri ufficiali di Montecitorio, dove un gruppo parlamentare siede sotto l&#8217;insegna &#8220;Lega &#8211; Salvini Premier&#8221;: un titolo che la Costituzione non conosce, stampato negli elenchi della Camera che quella stessa Costituzione dovrebbe custodire. C&#8217;\u00e8 un&#8217;ironia sottile in questa metamorfosi: Giorgia Meloni, che ha costruito un&#8217;intera narrazione identitaria sulla difesa dell&#8217;italianit\u00e0, della lingua patria, dei confini sacri e delle radici autoctone contro le derive globaliste, si ritrova oggi felicemente arruolata sotto le insegne di un vocabolo britannico. L&#8217;autarchia linguistica, a quanto pare, si ferma sulla soglia di Palazzo Chigi. Questa operazione di chirurgia verbale serve a preparare il terreno, a somministrare un anestetico ai cittadini-elettori, troppo occupati a far quadrare i conti della spesa per accorgersi del trucco. <strong>Se una bugia \u00e8 ripetuta mille volte, diventa una verit\u00e0<\/strong>; se un titolo abusivo viene usato per anni, il &#8220;Premierato all&#8217;italiana&#8221; sembrer\u00e0 solo la ratifica di ci\u00f2 che gi\u00e0 esiste. D&#8217;altronde, la storia ha buona memoria: un secolo fa, nel dicembre del 1925, una delle prime leggi fascistissime cancell\u00f2 il &#8220;Presidente del Consiglio&#8221; per decretare la nascita del &#8220;Capo del Governo&#8221;. Allora si us\u00f2 la forza, oggi basta il marketing linguistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;illusione ottica e il precedente d&#8217;oriente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;intento di certa parte dell&#8217;emiciclo \u00e8 chiaro: scivolare verso un sistema presidenziale o semipresidenziale senza passare dal via, modificando l&#8217;equilibrio della nostra Carta. Si vende stabilit\u00e0, si offre l&#8217;illusione che &#8220;decida il popolo&#8221; direttamente il Capo del Governo. In fondo, cerchiamo disperatamente un amministratore di condominio con i superpoteri, sperando che egli risolva i problemi della nostra vita quotidiana evitandoci la scomoda incombenza di dover partecipare alle assemblee, o di accollarci una minima responsabilit\u00e0. Ma la Democrazia non \u00e8 un servizio di consegna a domicilio, n\u00e9 un pacco che si ritira sul pianerottolo senza guardare cosa ci sia dentro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci raccontano che si tratti di un modello moderno, &#8220;all&#8217;inglese&#8221;, fingendo di ignorare che a Londra il Primo Ministro non sia eletto direttamente dai cittadini e possa essere rimosso dal proprio partito in venti minuti senza che crolli il mondo. Dietro la maschera del moderno &#8220;Premierato&#8221; nostrano si nasconde <strong>la vecchia ossessione per il condottiero<\/strong>, per un &#8220;uomo del destino&#8221; \u2014 o per una &#8220;donna del destino&#8221;, in questo caso \u2014 che rappresenta l&#8217;eredit\u00e0 mai del tutto digerita di una Destra che persevera nel confondere l&#8217;autorit\u00e0 con l&#8217;autorevolezza. C&#8217;\u00e8 una sfumatura quasi grottesca in questo nostro provincialismo istituzionale: siamo l&#8217;unico Paese al mondo che vuole importare a scatola chiusa un modello che non esiste in nessun&#8217;altra Democrazia occidentale avanzata, un &#8220;esperimento Frankenstein&#8221; che ha un solo e tragico precedente nella storia recente: Israele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1992 la Knesset introdusse l&#8217;elezione diretta del Primo Ministro, applicata per la prima volta nel 1996, proprio con la promessa di garantire stabilit\u00e0 e governabilit\u00e0. Il risultato? I governi diventarono ancora pi\u00f9 fragili, la paralisi istituzionale si cronicizz\u00f2, i partiti storici vennero distrutti per fare spazio a comitati elettorali personali e la frammentazione sociale tocc\u00f2 livelli mai visti. Nel 2001 dovettero fare precipitosamente marcia indietro dopo appena tre tornate elettorali, cancellando la riforma per disperazione e tornando al precedente Sistema Parlamentare. Eppure noi, convinti di essere pi\u00f9 furbi della storia, vogliamo salire a tutti i costi sull&#8217;ultimo vagone di un treno che \u00e8 gi\u00e0 deragliato altrove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 chi obietter\u00e0 che il pericolo sia meno imminente di quanto queste righe lascino intendere: il Disegno di Legge Costituzionale sul Premierato, approvato dal Senato nel giugno 2024, giace da oltre due anni nella commissione Affari Costituzionali della Camera. Ma mentre la riforma costituzionale dorme, il Premierato cammina per un&#8217;altra strada. La nuova legge elettorale, approvata dal Senato a met\u00e0 settembre e ora all&#8217;esame finale di Montecitorio, obbliga ogni lista o coalizione a indicare il proprio candidato alla guida del Governo, pena l&#8217;esclusione dalla competizione. Il nome non comparir\u00e0 sulla scheda e le prerogative del Capo dello Stato restano formalmente intatte, ma il messaggio all&#8217;elettore \u00e8 inequivocabile: non stai scegliendo un Parlamento, stai scegliendo un capo. Ci\u00f2 che non si riesce a scrivere nella Costituzione si scrive in una legge ordinaria, e ci\u00f2 che non si scrive in nessuna legge lo si fa entrare nel vocabolario. \u00c8 la stessa operazione su tre piani diversi, ed \u00e8 per questo che la battaglia sul linguaggio \u00e8 pi\u00f9 urgente, non meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il silenzio del Colle (e dei banchi di fronte)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo panorama desolante, lo spettacolo pi\u00f9 avvilente \u00e8 offerto dalle opposizioni. Si aspetterebbe una trincea repubblicana, una mobilitazione culturale per difendere la centralit\u00e0 del Parlamento e la grammatica della Costituzione. Invece, assistiamo a un silenzio complice e sonnolento, interrotto solo da qualche nota stampa d&#8217;ordinanza scritta con l&#8217;entusiasmo di chi compila un modulo per il rinnovo della patente. Forse sono troppo occupati a cercare l&#8217;ennesimo campo largo per accorgersi che gli stanno portando via il campo di gioco. O forse, sotto sotto, l&#8217;idea di un autocrate in salsa moderna non dispiace nemmeno a loro, nell&#8217;eterna e fallimentare speranza che un giorno, a sedere su quel trono dai poteri divini, possa esserci un leader del proprio colore politico. \u00c8 il dramma di una classe dirigente distratta, che si adegua al lessico della maggioranza e adotta il termine &#8220;Premier&#8221; nei propri talk show, firmando la propria resa culturale prima ancora che parlamentare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al tempo stesso, si avverte un silenzio che pesa sul versante istituzionale. Il <strong>Quirinale<\/strong> ci ha abituati a moniti saggi, a interpretazioni rigorose, a richiami fermi sulla centralit\u00e0 del Parlamento. Eppure, davanti a questa quotidiana e calcolata banalizzazione linguistica della Costituzione, dalle finestre del Colle non si alza nessuna obiezione. Certo, il <strong>Presidente della Repubblica <\/strong>interviene sui testi di legge, non sui dizionari della politica. Ma quando la lingua pubblica corrompe l&#8217;architettura stessa delle istituzioni, forse un piccolo &#8220;colpo di tosse&#8221; dal Colle pi\u00f9 alto sarebbe non solo opportuno, ma necessario per ridestare le coscienze degli elettori. Da qui, un gentile promemoria al Presidente Sergio Mattarella, che a breve ricever\u00e0 sul proprio tavolo, per la promulgazione, una legge elettorale costruita attorno a un &#8220;candidato premier&#8221; di cui la Carta non ha mai sentito parlare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I cittadini, stremati dalle emergenze economiche e sociali, si lasciano trascinare da forze politiche che oramai puntano soltanto a perpetuare s\u00e9 stesse, accentrando il potere per compensare la perdita di rappresentanza reale. Ci si abitua a tutto, anche a perdere la Repubblica Parlamentare senza che sia stato sparato un solo colpo, ma solo consumando inchiostro e parole sbagliate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>Democrazia<\/strong> non \u00e8 un sistema per eleggere un monarca a tempo determinato. \u00c8 l&#8217;equilibrio dei poteri, il controllo, la discussione. Quando accettiamo che il capo del governo diventi, nell&#8217;uso comune, il &#8220;Premier&#8221;, stiamo svendendo la nostra Costituzione per un piatto di lenticchie populista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>\u00abDietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi [\u2026] che hanno dato la vita perch\u00e9 la libert\u00e0 e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta\u00bb.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono ancora parole di Calamandrei, pronunciate davanti agli studenti milanesi nel 1955. Ci ricordano che la libert\u00e0 \u00e8 un diritto che si difende ogni giorno, anche rifiutando i titoli falsi che qualcuno vuole metterci in testa per farci dimenticare chi siamo e da dove veniamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 per\u00f2 un pericolo ineluttabile, ed \u00e8 bene ricordarlo per non scivolare nel fatalismo. Nel marzo 2026, chiamati a votare sul <strong>referendum costituzionale <\/strong>sulla separazione delle carriere in magistratura \u2014 un&#8217;altra riforma di bandiera di questo Governo \u2014 gli italiani hanno risposto con un&#8217;affluenza vicina al 59%, ben oltre ogni previsione, e una netta vittoria del No. \u00c8 la prova che, quando la partita si gioca alla luce del sole e i cittadini vengono chiamati a decidere direttamente, la <strong>mobilitazione popolare <\/strong>pu\u00f2 ancora fermare una riforma costituzionale della maggioranza. La battaglia sul linguaggio, allora, non \u00e8 gi\u00e0 persa: \u00e8 solo la prima trincea di una partita che si pu\u00f2 ancora vincere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensandoci bene, il vero pericolo di questa deriva non sta solo nelle riforme scritte nei palazzi della politica, ma nella nostra rassegnazione. Ci siamo convinti che delegare tutto a un &#8220;capo&#8221; sia la scorciatoia per risolvere i problemi, dimenticando che la Democrazia non ammette deleghe in bianco. Quando rinunciamo a chiamare le cose con il loro nome costituzionale, accettiamo passivamente che qualcun altro decida la forma della nostra libert\u00e0. <strong>Difendere la Repubblica Parlamentare<\/strong> significa allora fare un gesto apparentemente piccolo ma rivoluzionario: ricominciare a usare le parole giuste. \u00c8 un dovere che abbiamo verso chi quella Carta l&#8217;ha scritta con il sacrificio, e verso noi stessi, per non svegliarci domani in un Paese in cui i cittadini siano diventati semplici spettatori di un capo assoluto e incontestabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D.V.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla distrazione linguistica dei media alle tentazioni presidenziali di Palazzo Chigi: la deriva che minaccia la Repubblica Parlamentare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,4],"tags":[3323,2973,3313,3312,26,3322,3321,1634,99,3319,2883,2977,1066,192,7,3316,3318,3317,689,97,3214,2507,719,3314,1285,1870,3213,3325,888,3315,974,811,3212,3320,2892,3324],"class_list":["post-12901","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informazione","category-politica","tag-anglicismi","tag-antifascismo","tag-articolo-92","tag-articolo-95","tag-attualita","tag-capo-del-governo","tag-contrappesi-istituzionali","tag-costituzione-italiana","tag-democrazia","tag-elezione-diretta","tag-fascismo","tag-giorgia-meloni","tag-governo-italiano","tag-israele","tag-italia","tag-legge-fascistissima","tag-linguaggio-politico","tag-opposizioni","tag-palazzo-chigi","tag-parlamento","tag-parlamento-italiano","tag-piero-calamandrei","tag-populismo","tag-premier","tag-premierato","tag-presidente-del-consiglio","tag-presidenzialismo","tag-primo-ministro","tag-quirinale","tag-referendum-costituzionale","tag-regno-unito","tag-repubblica-parlamentare","tag-riforma-costituzionale","tag-separazione-delle-carriere","tag-sergio-mattarella","tag-uomo-della-provvidenza"],"featured_image_urls":{"full":"","thumbnail":"","medium":"","medium_large":"","large":"","1536x1536":"","2048x2048":"","morenews-large":"","morenews-medium":""},"author_info":{"info":["D.V."]},"category_info":"<a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\" rel=\"category tag\">Informazione<\/a> <a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\/politica\" rel=\"category tag\">Politica<\/a>","tag_info":"Politica","comment_count":"0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12901","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12901"}],"version-history":[{"count":34,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12901\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13134,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12901\/revisions\/13134"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}