{"id":12876,"date":"2026-08-29T07:30:00","date_gmt":"2026-08-29T05:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/?p=12876"},"modified":"2026-09-12T17:26:34","modified_gmt":"2026-09-12T15:26:34","slug":"il-grande-naufragio-del-sapere-come-hanno-spento-listruzione-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/il-grande-naufragio-del-sapere-come-hanno-spento-listruzione-in-italia.html","title":{"rendered":"Il grande Naufragio del Sapere: come hanno spento l&#8217;istruzione in Italia."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dalla scuola severa che offriva il riscatto sociale alla fabbrica dei promossi per forza<\/em>. <em>La scuola-azienda promuove tutti, le universit\u00e0 svendono i titoli online e i migliori fuggono all&#8217;estero: cos\u00ec l&#8217;Italia sta spegnendo la luce del futuro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT-Image-21-ago-2026-16_03_19-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12885\" srcset=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT-Image-21-ago-2026-16_03_19-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT-Image-21-ago-2026-16_03_19-300x200.png 300w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT-Image-21-ago-2026-16_03_19-768x512.png 768w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT-Image-21-ago-2026-16_03_19.png 1535w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo l\u2019Italia in cui la scuola era una cosa seria. Era il luogo dove il figlio dell\u2019operaio sedeva accanto al figlio del dottore e, se studiava pi\u00f9 forte, poteva diventare il dirigente di domani. Non era un cammino facile, nessuno ti regalava nulla, ma era un cammino giusto. C\u2019era il rispetto per il maestro elementare e per il professore, figure autorevoli che non avevano bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare, perch\u00e9 lo Stato e le famiglie riconoscevano il loro ruolo di guide. C\u2019era il silenzio davanti alla cattedra, e soprattutto c\u2019era l\u2019idea che la cultura fosse l\u2019unico vero riscatto sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi scrive lo ha vissuto sulla propria pelle. Sono stato io quel figlio di operaio, seduto per davvero, giorno dopo giorno, accanto ai figli di avvocati, medici, funzionari e noti imprenditori. Ricordo in specie il triennio di una scuola media severissima, intrisa di una mentalit\u00e0 classista e reazionaria, per non dire apertamente fascista. Un ambiente in cui certi professori guardavano con gelido disprezzo e pregiudizio chiunque provenisse dal ceto proletario, quasi a voler marcare una distanza biologica, prima ancora che sociale. Eppure, proprio in quella trincea d&#8217;altri tempi, pur tra ingiustizie e sguardi dall&#8217;alto in basso, la cultura era l&#8217;unica arma per difendersi. Se sapevi le cose, quel professore doveva darti ascolto. La conoscenza era lo scudo e il riscatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, guardando le nostre aule e le nostre universit\u00e0, si ha l\u2019impressione che quel patrimonio di dignit\u00e0 e di lotta sia stato svenduto. Dagli anni Novanta in poi, una serie ininterrotta di riforme, calate dall&#8217;alto da ministri pi\u00f9 preoccupati dei bilanci che dei libri, ha trasformato l\u2019istruzione in uno scivolo indolore verso l\u2019et\u00e0 adulta. Abbiamo tolto il focus dalla conoscenza, abbiamo smesso di nutrire la curiosit\u00e0 dei ragazzi, offrendo loro in cambio un percorso standardizzato che non dialoga minimamente con le reali e moderne necessit\u00e0 del mondo del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I burocrati della cattedra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiedete a un vecchio professore di liceo che cosa sia rimasto del suo mestiere. Vi risponder\u00e0 che il tempo speso a preparare la lezione o a correggere i compiti sia stato divorato dalla burocrazia. I docenti, oggi, sono costretti a trasformarsi in impiegati del catasto scolastico: passano le ore a compilare griglie di valutazione, moduli per i fondi PNRR e strampalati progetti extracurricolari. Il tempo per spiegare la storia o la letteratura si riduce; il tempo per la carta cresce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il declino \u00e8 strutturale. La scuola si \u00e8 piegata alla logica spietata dell\u2019azienda. Il preside \u00e8 diventato un dirigente manager, gli istituti si fanno concorrenza a colpi di marketing negli <em>open day<\/em> per accaparrarsi le iscrizioni, e gli studenti sono stati trasformati in clienti. E al cliente, si sa, non si pu\u00f2 dare un dispiacere. \u00c8 il meccanismo perverso dei finanziamenti: i fondi statali sono legati al numero di iscritti e al tasso di successo. Se bocci, perdi &#8220;clienti&#8221; e il budget si assottiglia. \u00c8 nata cos\u00ec la stagione della promozione facile, del &#8220;promossi tutti&#8221; per far quadrare i conti o per evitare i ricorsi dei genitori al TAR, sempre pronti a difendere i figli anche di fronte all&#8217;evidenza dell&#8217;ignoranza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La paura del fallimento e la deriva pubblica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo eliminato il valore del fallimento. La bocciatura, che un tempo era un severo ma salutare bagno di realt\u00e0, un momento di arresto per capire dove si fosse sbagliato e ripartire con pi\u00f9 vigore, oggigiorno \u00e8 vissuta come un trauma insuperabile. Senza una selettivit\u00e0 meritocratica, abbiamo tolto ai giovani lo stimolo a migliorarsi. Le scuole, ridotte ad assurdi ed efficientissimi esamifici, non selezionano pi\u00f9: accolgono, intrattengono e licenziano pezzi di carta. In questo scenario, la scuola pubblica assiste a una lenta e dolorosa deriva, lasciata senza risorse e spesso surclassata da un discutibile supporto alle scuole private, che rischiano di spaccare il Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E l&#8217;universit\u00e0 non \u00e8 rimasta a guardare. La celebre riforma del &#8220;3+2&#8221; \u00e8 stata il grimaldello che ha scardinato l&#8217;accademia. Fu promossa con motivazioni subdole, quasi vergognose nella loro ipocrisia: ci dissero che l\u2019Italia avesse una percentuale di laureati troppo bassa rispetto agli standard europei. <strong>I dati odierni, del resto, dicono che siamo ancora penultimi in Europa con appena il 31,6% di giovani laureati tra i 25 e i 34 anni, contro una media UE del 44,2%.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La soluzione del Palazzo, trent&#8217;anni fa, non fu quella di migliorare la scuola o sostenere gli studenti capaci, ma quella di abbassare l&#8217;asticella pur di gonfiare le statistiche. Si decise di spezzettare i corsi, di ridurre i programmi, di creare lauree triennali che non sono carne n\u00e9 pesce, svalutando in tal modo il valore legale del titolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il mercato dei titoli e la fuga dei migliori<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A completare l&#8217;opera giunse poi lo sdoganamento delle universit\u00e0 telematiche, un vero e proprio abominio pedagogico. I numeri dell&#8217;Anagrafe Nazionale degli Studenti mostrano un quadro desolante: <strong>un boom fuori scala che negli ultimi dieci anni ha visto gli iscritti agli atenei online crescere del 470%, superando quota 309 mila studenti.<\/strong> Oggi, quasi un laureato su cinque in Italia arriva da uno schermo. Ci\u00f2, a mio parere, rappresenta un oltraggio a chi, nelle universit\u00e0 &#8220;vere&#8221;, abbia speso anni della propria giovinezza, risorse economiche e nevrosi tra i corridoi e le biblioteche, davanti a un docente in carne e ossa. Oggi basta una dispensa riassunta, un clic e un esame a scelta multipla per fregiarsi dello stesso titolo. Una vera e propria scorciatoia che permette l&#8217;accesso a concorsi pubblici e ruoli di comando senza una reale verifica delle competenze, creando un cortocircuito istituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato di questo &#8220;mercatificio del sapere&#8221; \u00e8 drammatico. I ragazzi migliori, quelli che conservano ancora il fuoco del merito, com&#8217;\u00e8 noto fuggono all&#8217;estero, dove il talento viene riconosciuto e pagato. <strong>Uno studio della Fondazione Nord Est rivela che negli ultimi tredici anni oltre 550 mila giovani italiani, tra i 18 e i 34 anni, abbiano lasciato il Paese.<\/strong> Un&#8217;emorragia di medici, ingegneri e ricercatori che <strong>costa all&#8217;Italia tra i 5 e i 15 miliardi di euro all&#8217;anno.<\/strong> Formiamo i migliori a nostre spese e poi li regaliamo ad altri Stati. L\u2019Italia, invece, resta in bal\u00eca di una classe dirigente, anche politica, formata e laureata online, incapace di una visione complessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il monito di Calamandrei<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piero Calamandrei, che la Democrazia l&#8217;ha scritta con il sangue e con la penna, ci aveva avvertito per tempo. Non serviva la sfera di cristallo: bastava aver capito, come lui aveva capito, che la scuola non sia mai un capitolo di spesa qualunque&#8230; La scuola \u00e8 il luogo dove si decide chi avr\u00e0 voce domani, e chi, invece, rester\u00e0 a guardare. Sulla funzione sociale della scuola e sull&#8217;uguaglianza ricordava che <strong><em>&#8220;la scuola pubblica \u00e8 l&#8217;unico mezzo per assicurare a tutti, ricchi e poveri, la stessa partenza nella gara della vita.&#8221;<\/em> <\/strong>\u00c8 l\u00ec, tra quei banchi \u2014 non nei consigli d&#8217;amministrazione, non negli open day travestiti da fiere del marketing \u2014 che i sudditi diventano cittadini liberi. Aggiungendo: <em>&#8220;<strong>La scuola \u00e8 aperta a tutti. Qui si formano i cittadini, qui si creano le classi dirigenti del domani, che devono sorgere da tutti i ceti sociali.&#8221;<\/strong> <\/em>Un principio che oggi suona quasi eversivo, in un sistema che premia chi pu\u00f2 permettersi la retta pi\u00f9 di chi ha voglia di imparare. Perch\u00e9 <strong><em>&#8220;la scuola ha il compito di trasformare i sudditi in cittadini, dando a ciascuno gli strumenti per essere libero&#8221;<\/em> <\/strong>\u2014 non di trasformarli in clienti da fidelizzare con il voto facile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando lo Stato abdica a questo ruolo, preferendo favorire l&#8217;istruzione privata e lasciare quella pubblica a raccogliere gli avanzi di bilancio, non commette una svista amministrativa. Commette un delitto contro la Repubblica \u2014 lo stesso che Calamandrei aveva gi\u00e0 visto arrivare da lontano. Parlava chiaro sulla scuola di Stato e la libert\u00e0: <em>&#8220;<strong>La scuola di Stato non ha un&#8217;ideologia da imporre. Essa \u00e8 la scuola della tolleranza, del rispetto reciproco, della libera discussione.&#8221;<\/strong><\/em> Un luogo neutro per definizione, l&#8217;unico che la Repubblica offre indistintamente a tutti i suoi figli. E aggiungeva, con parole che sembrano scritte stamattina pi\u00f9 che settant&#8217;anni fa: <em>&#8220;<\/em><strong><em>Se noi finanziamo la scuola privata a scapito di quella pubblica, creiamo una scuola dei privilegiati e una scuola dei diseredati.&#8221;<\/em> <\/strong>Non una previsione. Una fotografia di quello che, punto dopo punto, abbiamo lasciato accadere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stiamo spegnendo la luce, un finanziamento tagliato alla volta. E un Paese al buio non ha futuro, per quanto luccichino i nuovi caccia nei cieli. <em>&#8220;<\/em><strong><em>La scuola, come luce, \u00e8 un organo costituzionale. Per questo la scuola \u00e8 un organo vitale della democrazia.&#8221;<\/em> <\/strong>Non un servizio: un organo. E agli organi vitali, quando si ammalano, non si dovrebbe mai risparmiare la cura per pagare altro. Se crolla la scuola, crolla tutto l&#8217;edificio dello Stato, mattone dopo mattone, senza che nessuno se ne accorga finch\u00e9 non \u00e8 troppo tardi per puntellarlo: <em><strong>&#8220;Se si vuole che la Democrazia prima si faccia e poi si mantenga, conditio sine qua non \u00e8 che la scuola funzioni.&#8221;<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci hanno fatto credere, in questi trent&#8217;anni di riforme a costo zero e promesse europee, che la cultura fosse un lusso da centellinare, che l&#8217;istruzione dovesse produrre solo tecnici pronti all&#8217;uso e consumatori docili, mai cittadini scomodi che alzano la mano per contestare. Ma la realt\u00e0, quella vera, \u00e8 molto pi\u00f9 severa dei sogni dei tecnocrati che quelle riforme, negli anni, le hanno firmate senza mai sedersi in un&#8217;aula sovraffollata. <strong><em>&#8220;La scuola \u00e8 il complemento necessario del suffragio universale. Dare il voto a un analfabeta \u00e8 come dare una pistola a un cieco.&#8221;<\/em> <\/strong>Non un&#8217;iperbole della sua epoca: una diagnosi che vale ancora, forse pi\u00f9 di allora. Oggi, con sommo disappunto di chi credeva ancora nel futuro della Repubblica, in Italia abbiamo consegnato troppe pistole a troppi ciechi \u2014 e continuiamo a farlo a ogni taglio, a ogni classe pollaio riempita per far quadrare un bilancio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non resta che scegliere se restare a guardare, come abbiamo fatto finora, o pretendere indietro quella luce che ci appartiene per diritto costituzionale, prima che qualcun altro decida, al posto nostro, di spegnerla per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D.V.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla scuola severa che offriva il riscatto sociale alla fabbrica dei promossi per forza. La scuola-azienda promuove tutti,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3606,1],"tags":[26,3205,3204,41,932,99,3211,3166,3210,3209,3206,2765,3203,7,791,3180,2507,2767,3207,3202,3201,3208],"class_list":["post-12876","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-informazione","tag-attualita","tag-burocrazia-scolastica","tag-classismo-scolastico","tag-costituzione","tag-cultura","tag-democrazia","tag-diritto-allo-studio","tag-dispersione-scolastica","tag-disuguaglianza-sociale","tag-fuga-di-cervelli","tag-giovani-italiani-allestero","tag-informazione","tag-istruzione-in-italia","tag-italia","tag-meritocrazia","tag-musica-e-riscatto-sociale","tag-piero-calamandrei","tag-politica","tag-riforma-32","tag-scuola-pubblica","tag-universita","tag-universita-telematiche"],"featured_image_urls":{"full":"","thumbnail":"","medium":"","medium_large":"","large":"","1536x1536":"","2048x2048":"","morenews-large":"","morenews-medium":""},"author_info":{"info":["D.V."]},"category_info":"<a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\/cultura\" rel=\"category tag\">Cultura<\/a> <a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\" rel=\"category tag\">Informazione<\/a>","tag_info":"Informazione","comment_count":"0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12876","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12876"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12876\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12900,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12876\/revisions\/12900"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12876"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12876"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12876"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}