{"id":12841,"date":"2026-08-15T06:00:00","date_gmt":"2026-08-15T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/?p=12841"},"modified":"2026-08-14T17:25:15","modified_gmt":"2026-08-14T15:25:15","slug":"la-comunita-spezzata-cronache-dalla-fiera-delle-vanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/la-comunita-spezzata-cronache-dalla-fiera-delle-vanita.html","title":{"rendered":"LA COMUNIT\u00c0 SPEZZATA. Cronache dalla fiera delle vanit\u00e0."},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT-Image-12-ago-2026-14_39_41-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12844\" srcset=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT-Image-12-ago-2026-14_39_41-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT-Image-12-ago-2026-14_39_41-300x200.png 300w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT-Image-12-ago-2026-14_39_41-768x512.png 768w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT-Image-12-ago-2026-14_39_41.png 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono sere in cui dopo una giornata di lavoro, mentre recupero il mio taccuino delle riflessioni in libert\u00e0, guardo lo schermo dello smartphone che pulsa di notifiche e mi chiedo che fine abbia fatto quel filo invisibile, ma robustissimo, che un tempo teneva insieme i destini della gente. Lo chiamavamo <strong>\u201cvivere civile\u201d<\/strong>. Era fatto di patti non scritti, di sguardi d\u2019intesa al mercato, di un rispetto antico per la saggezza dei vecchi e la fragilit\u00e0 dei bambini.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggigiorno, tra notizie di cronaca nera sempre pi\u00f9 tremendamente uguali a s\u00e9 stesse, assurde rappresentazioni social girate e condivise da personaggi ancora pi\u00f9 assurdi, regole infrante per sfida o per noia e verit\u00e0 assolute messe in discussione da gente via via pi\u00f9 dissennata, quel filo sembra essersi spezzato&#8230; Spezzato senza margini di ripristino, sostituito dal rumore di fondo di una giungla quotidiana in cui vince chi urla pi\u00f9 forte o, peggio, di chi alza le mani fino all&#8217;estrema conseguenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La banalit\u00e0 del sopruso e il cinismo dei palazzi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>sopraffazione<\/strong> ha smesso di vestire i panni tragici della grande Storia per farsi quotidiana, persino banale. \u00c8 il piccolo sopruso che consumiamo tra i carrelli del supermercato o nelle riunioni di condominio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 il datore di lavoro \u2013 che qualcuno, con un termine che profuma di Ottocento ma che purtroppo non passa mai di moda, chiama ancora &#8220;il padrone&#8221; \u2013 che pesa i diritti del dipendente sulla bilancia del proprio profitto, scambiando lo stipendio per un atto di generosa magnanimit\u00e0. C\u2019\u00e8 il ricco che guarda il povero dal finestrino oscurato di un SUV, convinto che il portafogli sia l&#8217;unica vera misura dell&#8217;anima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa disparit\u00e0 diventa dramma quando tocca il diritto pi\u00f9 sacro: la salute. Assistiamo alla prevaricazione silenziosa di un sistema che viaggia a due velocit\u00e0. Da un lato c&#8217;\u00e8 il facoltoso che, davanti alla malattia, scavalca ogni ostacolo firmando un assegno, accedendo istantaneamente alle cure migliori nelle cliniche pi\u00f9 esclusive. Dall&#8217;altro ci sono le persone normali, i cittadini onesti che per una vita intera hanno pagato le tasse per garantirsi un Servizio Sanitario Nazionale degno di questo nome. Eppure, proprio loro sono costretti ad attese spasmodiche, mesi o anni trascorsi in coda per una mammografia o una visita cardiologica, fino a scivolare nella rinuncia: procrastinare esami, rimandare interventi vitali, rinunciare alle terapie perch\u00e9 non ci si pu\u00f2 permettere di pagare il privato. \u00c8 la salute trasformata da diritto costituzionale a bene di lusso per pochi eletti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi c\u2019\u00e8 la <strong>classe politica<\/strong>, il cui cinismo ha ormai superato i confini della decenza. Assistiamo alla recita di eterni seduttori da palcoscenico, professionisti del consenso che ci corteggiano per mesi parlando alla pancia e mai alla testa. Ci promettono miracoli, cavalcano le nostre paure e ci sposano per il tempo strettissimo di una campagna elettorale, magari offrendoci un selfie da esibire agli amici per farci sentire importanti. Ma una volta spenti i riflettori dei talk show e sigillate le urne, scatta l&#8217;abbandono. Ci lasciano sul sagrato della realt\u00e0, svanendo nei palazzi del potere e blindandosi dietro i loro privilegi. I problemi dei cittadini tornano a essere fastidiose scartoffie da rimandare, mentre le istituzioni si trasformano in un comitato d&#8217;affari privato, dove il cittadino non \u00e8 pi\u00f9 un sovrano da servire, ma un cliente da illudere alla tornata successiva. \u00c8 la sistematica vittoria del potere sull&#8217;onest\u00e0, di chi calpesta le regole e le speranze su chi, semplicemente, cerca di tirare avanti con dignit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il crollo dei pilastri: l&#8217;autorit\u00e0 sotto assedio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa deriva ha prodotto un veleno ancora pi\u00f9 sottile: il <strong>totale disconoscimento di qualsiasi forma di Autorit\u00e0 e di competenza<\/strong>. Un tempo, la divisa, il camice bianco e la cattedra erano i pilastri indiscutibili su cui poggiava la fiducia collettiva. Oggi sono diventati trincee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo un ribaltamento logico e morale che fa tremare i polsi: medici e infermieri, aggrediti nei pronto soccorso da parenti inferociti che pretendono di saperne di pi\u00f9 grazie a una ricerca su internet; insegnanti, un tempo guide indiscusse della crescita, oggi minacciati, insultati e persino denunciati da genitori, non a caso e a ragione definibili \u201csindacalisti dei propri figli\u201d, pronti a fare la guerra alla scuola pur di non accettare un brutto voto; donne e uomini delle Forze dell&#8217;Ordine, trasformati in bersaglio mobile di atteggiamenti provocatori, atti di sfida, oltraggio e violenze fisiche, quasi che difendere la legalit\u00e0 fosse diventato un torto da punire. C&#8217;\u00e8 una rabbia sorda, un conflitto perenne che spinge l&#8217;individuo a vedere nell&#8217;altro \u2013 soprattutto se rappresenta lo Stato o la conoscenza \u2013 un nemico da abbattere o un ostacolo al proprio capriccio immediato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La fiera delle vanit\u00e0 e i ribelli senza causa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questa debolezza dei cuori si accompagna una bizzarra recita collettiva: <strong>l&#8217;atteggiamento<\/strong>. Una volta si cercava di essere se stessi, accettando i propri limiti. Oggi si preferisce abitare la maschera di un altro, possibilmente esagerata. Per darsi un tono dentro il branco o per strappare un briciolo di attenzione in questa fiera delle vanit\u00e0, assistiamo a sbiadite e grottesche emulazioni che si incrociano ogni giorno sulle nostre strade.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci s&#8217;imbatte cos\u00ec nel musicista di provincia, convinto che per avere talento basti imitare i tormenti autodistruttivi di Jim Morrison, dimenticando che dietro quel dolore c&#8217;era una poesia autentica, non un semplice abuso di alcol e droga. Poco pi\u00f9 in l\u00e0, assistiamo alla recita dei presunti &#8220;belli e dannati&#8221; in salsa nostrana, insensati ed incapaci emuli di &#8220;Rusty il Selvaggio&#8221;: \u00e8 l&#8217;atteggiamento tipico dei bulletti di periferia, che scambiano la maleducazione per carisma e il broncio aggressivo e strafottente per fascino ribelle, convinti che per essere un mito del cinema basti accendersi una sigaretta con aria torva all&#8217;angolo della strada e trattare con sufficienza il prossimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa messinscena si sposta poi direttamente sull&#8217;asfalto, dove i motociclisti della domenica, infilati in tute di pelle attillate mentre sfrecciano sui tornanti di montagna, si sentono protagonisti dell&#8217;eterna sfida tra Valentino Rossi e Max Biaggi; peccato che l&#8217;unica cosa che replicano di quel duello storico sia il nervosismo, scambiando le strade provinciali per una pista da Gran Premio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad alta velocit\u00e0 li inseguono gli automobilisti della porta accanto, guidati da una scelta evidentemente consapevole e scientifica di farsi beffa del Codice della Strada, declassato a mero saggio di fantascienza. Non \u00e8 solo questione di tenere il piede costantemente pigiato a tavoletta. <strong>\u00c8 un&#8217;anarchia sistematica<\/strong>: stringono il volante come fosse la cloche di un jet privato, convinti di avere il genio di Ayrton Senna o la freddezza chirurgica di Michael Schumacher, mentre azzardano sorpassi millimetrici in curva e ignorano i rischi spaventosi per chi ha la sfortuna di incrociare la loro traiettoria. Per questi piloti metropolitani, gli indicatori di direzione sono diventati veri e propri &#8220;optional di serie&#8221;, dispositivi misteriosi e inutilizzati per non disturbare l&#8217;estetica del cruscotto. Il clacson non \u00e8 pi\u00f9 uno strumento di emergenza, ma la colonna sonora e la suoneria quotidiana delle loro nevrosi, da premere un millisecondo dopo che il semaforo \u00e8 diventato verde. Il culmine dell&#8217;arroganza si tocca poi al momento di scendere dall&#8217;abitacolo con il parcheggio selvaggio, le quattro frecce usate come scudo di impunit\u00e0 per bloccare intere corsie e, immancabilmente, l&#8217;occupazione abusiva degli stalli riservati ai disabili. Un insulto visivo e morale mascherato dal solito &#8220;scusa, sto solo un minuto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E infine ci sono loro, i bellimbusti da palestra che sognano di essere Conor McGregor, con una sola, fondamentale differenza: McGregor combatte su un ring contro un avversario della sua stazza e rispettando un arbitro; i nostri \u201ccampioni del nulla\u201d esercitano la loro vile e violenta arroganza sui marciapiedi, contro chi non pu\u00f2 o non vuole difendersi, come tristemente e sempre pi\u00f9 spesso la cronaca finisce per raccontare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I <strong>social network<\/strong>, naturalmente, fanno da formidabile cassa di risonanza a questo teatro dell&#8217;assurdo. Hanno trasformato l&#8217;esistenza in una &#8220;vita esperenziale&#8221; che somiglia a uno spot pubblicitario permanente. \u00c8 il trionfo degli influencer, moderni mercanti di fumo che vendono uno stile di vita tutto marketing e zero sostanza. Per loro l&#8217;importante non \u00e8 vivere un momento, ma esibirlo: dimostrare agli altri di averlo pagato caro, trasformando la felicit\u00e0 in un semplice codice sconto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto senza dimenticare il &#8220;peso&#8221; di giornalisti-provocatori, per nascita o per convenienza, che paiono godere a dare versioni sui generis della verit\u00e0, buttando benzina sul fuoco giusto per infuocare ed indirizzare un&#8217;Opinione Pubblica instupidita, comunque parte in causa del declino in divenire. Di fronte a certi &#8220;colleghi&#8221;, Enzo Biagi avr\u00e0 smesso da tempo di rivoltarsi nella tomba&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La dittatura del &#8220;Secondo me&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la vera ciliegina sulla torta di questo declino \u2013 ed \u00e8 qui che il quadro si fa davvero cupo \u2013 \u00e8 il <strong>relativismo assolutista<\/strong> che ha contagiato ogni cosa. Viviamo nell&#8217;epoca in cui non esistono pi\u00f9 i fatti, ma solo le opinioni personali elevate a dogmi di fede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un precetto etico? \u201cUn punto di vista\u201d. Una norma giuridica fondamentale? \u201cUn\u2019opinione discutibile espressa da un giudice\u201d. E che dire della <strong>Libert\u00e0<\/strong>, valore abusato, sacrificato, ridotto o allargato a dismisura in base a circostanze sempre pi\u00f9 eventuali o a interessi governativi &#8220;ad personam&#8221;? E cosa dire, invece, dei diritti umani, ridotti a concessione rivedibile nelle facolt\u00e0 di certi &#8220;macellai al Potere&#8221;? Persino la scienza e la salute sono diventate materie da dibattito nei commenti sotto un post. Quando ogni regola si trasforma in un\u2019opzione facoltativa da accettare solo se conviene, l\u2019idea stessa di Comunit\u00e0 si dissolve. Non esiste pi\u00f9 il <strong>Bene Comune<\/strong>, perch\u00e9 ognuno \u00e8 sintonizzato esclusivamente sul proprio piccolo, egoistico algoritmo di benessere. Stiamo distruggendo la societ\u00e0 dalle sue stesse fondamenta, confondendo la libert\u00e0 con l\u2019assenza di limiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Camminiamo dentro questo scenario con l&#8217;arroganza di chi crede di aver capito tutto e la fragilit\u00e0 emotiva di chi, in verit\u00e0, non possiede pi\u00f9 alcun punto di riferimento. Viene da chiedersi cosa ci aspetti domani, quale sar\u00e0 il prezzo finale di questo immenso malinteso collettivo. Forse la risposta migliore l&#8217;aveva gi\u00e0 trovata un uomo che ha guardato il mondo e l&#8217;animo umano con occhi lunghi e puliti, <strong>Tiziano Terzani,<\/strong> quando scrisse: <em>\u00abTutto quel che vedevo mi pareva perverso: una societ\u00e0 in cui non si rispetta niente e nessuno, ma in cui tutti credono di essere liberi e di avere diritto a tutto, per finire soli e tristi\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A noi che leggiamo, seduti davanti a uno schermo, resta il compito pi\u00f9 difficile: decidere se continuare a recitare come comparse in questa commedia dell&#8217;assurdo o se, finalmente, sia giunto il momento di spegnere il rumore e<strong> tornare a essere umani<\/strong>. Perch\u00e9 se non ci si attiva concretamente per risolvere i piccoli grandi problemi quotidiani che ci riguardano da vicino, non ci sar\u00e0 mai speranza di trovare una soluzione agli innumerevoli problemi del mondo, destinati comunque a caderci addosso di rimbalzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D.V.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono sere in cui dopo una giornata di lavoro, mentre recupero il mio taccuino delle riflessioni in<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[3155,26,1105,109,605,28,3156,2091,1433,3148,3054,2765,53,2767,3147,3149,3150,27,3154,2450,3153,3151],"class_list":["post-12841","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informazione","tag-atteggiamento","tag-attualita","tag-bene-comune","tag-codice-della-strada","tag-comunita","tag-cronaca","tag-deriva-culturale","tag-deriva-sociale","tag-disinformazione","tag-incivilta-quotidiana","tag-influencer","tag-informazione","tag-liberta","tag-politica","tag-relativismo-culturale","tag-rispetto-dellautorita","tag-social-network","tag-societa","tag-sopraffazione","tag-tiziano-terzani","tag-violenza","tag-vivere-civile"],"featured_image_urls":{"full":"","thumbnail":"","medium":"","medium_large":"","large":"","1536x1536":"","2048x2048":"","morenews-large":"","morenews-medium":""},"author_info":{"info":["D.V."]},"category_info":"<a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\" rel=\"category tag\">Informazione<\/a>","tag_info":"Informazione","comment_count":"0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12841","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12841"}],"version-history":[{"count":16,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12841\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12859,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12841\/revisions\/12859"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12841"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12841"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12841"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}