{"id":12674,"date":"2026-05-17T15:33:25","date_gmt":"2026-05-17T13:33:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/?p=12674"},"modified":"2026-07-11T16:30:59","modified_gmt":"2026-07-11T14:30:59","slug":"un-paese-che-non-cura-non-integra-non-espelle-non-punisce-e-che-poi-si-stupisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/un-paese-che-non-cura-non-integra-non-espelle-non-punisce-e-che-poi-si-stupisce.html","title":{"rendered":"Un Paese che non cura, non integra, non espelle, non punisce e che poi si stupisce."},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/incidente-strage-modena-adnkronos-17052026.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-12679\" src=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/incidente-strage-modena-adnkronos-17052026-1024x633.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/incidente-strage-modena-adnkronos-17052026-1024x633.jpg 1024w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/incidente-strage-modena-adnkronos-17052026-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/incidente-strage-modena-adnkronos-17052026-768x475.jpg 768w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/incidente-strage-modena-adnkronos-17052026-1536x950.jpg 1536w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/incidente-strage-modena-adnkronos-17052026.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/a>&#8220;La speranza di restar impunito \u00e8 l\u2019incentivo pi\u00f9 forte per diventare scellerato&#8221;. (Marco Tullio Cicerone)<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Modena, 16 Maggio 2026: il giorno in cui l&#8217;Italia ha smesso di poter far finta di niente. Una citt\u00e0 ferita in un Paese senza risposte<\/b><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: justify;\"><i>17 Maggio 2026<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>|<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Analisi e commento<\/i><i><\/i><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Nel pieno pomeriggio di Sabato 16 Maggio 2026, via Emilia Centro a Modena si \u00e8 trasformata in un campo di battaglia. Salim El Koudri, trentuno anni, italiano di seconda generazione con origini marocchine, ha lanciato la sua Citroen C3 a oltre cento chilometri orari sulla folla che passeggiava sul marciapiede. I testimoni hanno descritto scene da incubo: &#8220;Le persone volavano via come birilli&#8221;. Una donna ha perso entrambe le gambe. Otto in totale i feriti, quattro in condizioni gravissime. Dopo lo schianto, El Koudri \u00e8 fuggito a piedi armato di coltello, blaterando frasi sconnesse, finch\u00e9 non \u00e8 stato bloccato da alcuni passanti coraggiosi \u2014 tra i quali Luca Signorelli, rimasto ferito nell&#8217;azione \u2014 e arrestato dalla polizia.<!--more--><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: initial; font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif; font-size: revert;\">Il movente, almeno quello dichiarato: El Koudri &#8220;si sentiva bullizzato&#8221;. Un delirio di persecuzione esploso nel sangue di innocenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>Chi \u00e8 Salim El Koudri: il fantasma del sistema<\/b><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Nato il 30 marzo 1995 a Seriate, in provincia di Bergamo, laureato in Economia aziendale, residente a Ravarino nell&#8217;hinterland modenese. Incensurato. Negativo ai test tossicologici e alcolemici. Nessun legame accertato con ambienti terroristici o reti eversive. Non un immigrato irregolare: un cittadino italiano a tutti gli effetti.<\/p>\n<p class=\"p6\" style=\"text-align: justify;\">Eppure, qualcosa non torna. Dal 2022 al 2024 El Koudri era stato in cura presso il Centro di Salute Mentale di Castelfranco Emilia per un disturbo schizoide della personalit\u00e0. Poi, il silenzio. La cura \u00e8 cessata. Il monitoraggio \u00e8 cessato. L&#8217;uomo \u00e8 scomparso dai radar del sistema, solo nel suo appartamento di Ravarino, con i suoi risentimenti e i suoi deliri, fino al giorno in cui ha deciso di portarli in strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, in breve, quanto scritto e descritto da tutti i media locali e nazionali. Ma veniamo al punto.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>La Legge Basaglia: un ideale nobile, una realt\u00e0 insufficiente<\/b><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">La Legge 180 del 1978, nota come Legge Basaglia, rappresent\u00f2 una svolta epocale e, per certi versi, necessaria. I manicomi erano luoghi di segregazione e violenza. L&#8217;intuizione di Franco Basaglia \u2014 restituire dignit\u00e0 e territorio al malato mentale \u2014 era umanamente e culturalmente avanzata.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Ma quasi cinquant&#8217;anni dopo, \u00e8 lecito chiedersi se quella riforma, rimasta incompiuta nella sua architettura operativa, non stia producendo vittime silenziose \u2014 e ora, purtroppo, anche vittime concrete nelle strade delle nostre citt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Il caso di El Koudri non \u00e8 isolato. L&#8217;elenco degli episodi di violenza compiuti da soggetti con disturbi psichiatrici noti, usciti dal sistema di cura senza un adeguato follow-up, \u00e8 lungo e doloroso. Il problema non \u00e8 l&#8217;idea basagliana in s\u00e9: \u00e8 la sua applicazione in un sistema cronicamente sottofinanziato, privo di risorse umane sufficienti, incapace di garantire continuit\u00e0 terapeutica.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Come ha denunciato un recente Rapporto Caritas, le strutture previste dal PNRR per la salute mentale territoriale sono spesso &#8220;edifici vuoti non ancora riempiti di contenuti&#8221;. Gli operatori non ci sono. I fondi sono insufficienti. E i pazienti con disturbi gravi \u2014 come i disturbi schizoidi della personalit\u00e0 \u2014 vengono dimessi o abbandonati, senza che nessuno li monitorizzi nel tempo.<\/p>\n<p class=\"p6\" style=\"text-align: justify;\">La domanda che il Paese deve avere il coraggio di porsi non \u00e8 &#8220;dobbiamo riaprire i manicomi?&#8221;. La domanda \u00e8: <b>siamo disposti a investire davvero in una psichiatria territoriale che funzioni, oppure continuiamo a fare finta che basti aprire un centro, visitare qualcuno per due anni e poi lasciarlo solo?<\/b><b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tutti noi l&#8217;ardua sentenza&#8230;<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>Il nodo dell&#8217;integrazione: seconda generazione, ma integrata con chi?<\/b><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Salim El Koudri \u00e8 italiano. Nato in Italia, cresciuto in Italia, laureato in Italia. Figlio di immigrati che, a quanto si apprende, erano lavoratori rispettabili e integrati nella comunit\u00e0 locale. Eppure qualcosa nel percorso di Salim si \u00e8 rotto \u2014 e su quel punto di rottura si gioca una delle partite pi\u00f9 decisive per il futuro della Repubblica.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Il tema della &#8220;seconda generazione&#8221; \u00e8 reso esplosivo proprio dalla sua ambiguit\u00e0. Chi nasce in Italia da genitori stranieri non \u00e8 n\u00e9 pienamente italiano n\u00e9 uno straniero: si trova in uno spazio identitario incerto, spesso privo di radici solide da entrambe le parti. Se a questa fragilit\u00e0 identitaria si aggiunge un disturbo psichiatrico, l&#8217;isolamento, la disoccupazione e \u2014 come si va delineando in alcuni casi di cronaca \u2014 una progressiva esposizione a narrazioni di rivalsa o radicalizzazione online, il risultato pu\u00f2 essere devastante.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Non si tratta di criminalizzare le seconde generazioni nel loro insieme: la stragrande maggioranza \u00e8 composta da ragazze e ragazzi che lavorano, studiano e contribuiscono alla societ\u00e0. Si tratta invece di riconoscere che <b>l&#8217;integrazione non pu\u00f2 essere un processo lasciato al caso, alla buona volont\u00e0 individuale o alla fortuna geografica<\/b>. Richiede politiche strutturate, continuit\u00e0 di intervento, e \u2014 soprattutto \u2014 un sistema in grado di intercettare precocemente le situazioni di vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p6\" style=\"text-align: justify;\">Su questo il Paese \u00e8 in ritardo cronico.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>La proposta del Passaporto di Cittadinanza: un patto, non un regalo<\/b><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Il dibattito sull&#8217;integrazione in Italia si \u00e8 incagliato da anni in una sterile contrapposizione tra chi vuole lo ius soli secco e chi nega qualsiasi forma di riconoscimento identitario ai figli di immigrati. Entrambe le posizioni sono inadeguate alla complessit\u00e0 del reale.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Una proposta che merita attenzione \u00e8 quella del <b>passaporto di cittadinanza condizionato<\/b>: un percorso strutturato \u2014 fondato su anni di residenza regolare, conoscenza della lingua e dei valori costituzionali, assenza di precedenti penali, contributo attivo alla comunit\u00e0 \u2014 al termine del quale la cittadinanza viene concessa come <b>patto reciproco<\/b>, non come automatismo burocratico n\u00e9 come concessione ideologica.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Questo modello avrebbe il doppio vantaggio di premiare chi si integra davvero, creando un incentivo concreto all&#8217;integrazione virtuosa, e di non elargire la cittadinanza a chi non abbia ancora dimostrato di voler fare propri i valori della comunit\u00e0 che lo accoglie. L&#8217;integrazione non si decreta: si costruisce, si misura, si premia.<\/p>\n<p class=\"p6\" style=\"text-align: justify;\">Parallelamente, \u00e8 indispensabile una revisione profonda delle procedure di espulsione. Oggi l&#8217;Italia espelle sulla carta, ma raramente nella realt\u00e0. I rimpatri sono bloccati da accordi bilaterali inesistenti, da ricorsi che durano anni, da una burocrazia giudiziaria al collasso. Chi commette reati gravi \u2014 e a maggior ragione chi soggiorna irregolarmente \u2014 dovrebbe vedere applicata la misura dell&#8217;allontanamento in tempi certi e rapidi. Non come vendetta, ma come deterrenza e come rispetto verso chi invece ha scelto la via della legalit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>Il sistema giudiziario: un colosso dai piedi d&#8217;argilla<\/b><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 parlare di sicurezza, integrazione ed espulsioni senza affrontare il nodo gordiano della giustizia italiana. I tribunali sono intasati. I processi durano anni. Le misure cautelari vengono impugnate con successo da avvocati abili che sfruttano le maglie di un sistema privo di risorse. I magistrati sono pochi, gli uffici sono sottodotati, la tecnologia \u00e8 spesso ferma agli anni Novanta.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Il risultato \u00e8 un paradosso: un Paese con una delle Costituzioni pi\u00f9 garantiste del mondo, che per\u00f2 nella pratica non riesce a garantire n\u00e9 la tutela delle vittime n\u00e9 la certezza della pena per i colpevoli. La lentezza della giustizia \u00e8 essa stessa una forma di ingiustizia.<\/p>\n<p class=\"p6\" style=\"text-align: justify;\">Senza investimenti massicci in risorse umane, infrastrutture digitali e semplificazione procedurale, qualunque riforma di merito \u2014 sui reati, sulle pene, sull&#8217;immigrazione \u2014 \u00e8 destinata a restare lettera morta. La politica lo sa. E continua a non farlo. Ed \u00e8 di tutta evidenza che non sarebbe certamente stato il raffazzonato Referendum sulla Giustizia &#8211; fortemente voluto dal duo Nordio \/ Meloni &#8211; a dare nuovo slancio al Sistema. Ci\u00f2, a dispetto di quanto affermato dalle mille voci di un Governo decadente e litigioso.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>La Costituzione, la pena di morte e il paradosso dell&#8217;eutanasia<\/b><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">L&#8217;articolo 27 della Costituzione italiana stabilisce che &#8220;le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit\u00e0&#8221;. La Corte Costituzionale ha da tempo chiarito che questa formulazione esclude implicitamente la pena di morte dall&#8217;ordinamento, anche se il Codice Penale Militare di guerra la prevedeva fino alla sua abolizione formale nel 1994 e al successivo adeguamento costituzionale del 2007, che ha esplicitamente inserito il divieto assoluto.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il quadro attuale. Ed \u00e8 qui che si apre una contraddizione che il dibattito pubblico italiano non ha ancora il coraggio di affrontare con onest\u00e0 intellettuale.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni, la discussione sul suicidio medicalmente assistito e sull&#8217;eutanasia ha fatto passi avanti significativi in Italia, trainata da casi come quello di Fabio Antoniani (DJ Fabo) e dalle sentenze della Corte Costituzionale. Il principio che emerge \u2014 progressivamente accettato dall&#8217;opinione pubblica \u2014 \u00e8 che <b>lo Stato pu\u00f2 e deve accompagnare, in determinate condizioni, la morte di un individuo che la sceglie liberamente per porre fine a una sofferenza insopportabile<\/b>.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Se si accetta questo principio \u2014 e una parte crescente della societ\u00e0 italiana lo accetta \u2014 allora si apre una domanda scomoda: <b>perch\u00e9 lo Stato pu\u00f2 essere strumento di morte compassionevole per chi soffre, ma non pu\u00f2 esserlo come estremo strumento di giustizia per chi produce stragi di innocenti?<\/b><b><\/b><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Non si tratta di una posizione che gode oggi di maggioranza nel Paese. Ma \u00e8 una posizione che cresce, silenziosa e sotterranea, in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 frustrata dall&#8217;impunit\u00e0 percepita, dalla recidiva, dall&#8217;incapacit\u00e0 dello Stato di proteggere i propri cittadini. Ignorarla non la fa scomparire.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">La proposta di una revisione costituzionale che reintroducesse la pena capitale \u2014 circoscritta ai casi di strage, omicidio plurimo con crudelt\u00e0, terrorismo con vittime \u2014 \u00e8 legittimamente avanzabile nel dibattito democratico. Non significa automaticamente che sia giusta o che debba essere approvata: significa che la democrazia deve avere il coraggio di discuterla.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Il confronto con altri ordinamenti democratici che mantengono la pena di morte \u2014 gli Stati Uniti in primis, con tutte le loro contraddizioni \u2014 dimostra che la questione non \u00e8 semplice. I rischi di errore giudiziario, di applicazione discriminatoria, di deriva autoritaria sono reali e devono essere pesati con seriet\u00e0. <b>Il principio \u00e8 lo stesso. Le condizioni sono diverse. La discussione \u00e8 necessaria.<\/b><b><\/b><\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>L&#8217;inerzia della politica: il vero scandalo<\/b><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Nel pomeriggio del 16 Maggio, mentre il sangue non era ancora asciutto sul selciato di via Emilia, la politica italiana ha dato il peggio e il meglio di s\u00e9. Matteo Salvini ha immediatamente strumentalizzato il fatto, parlando di &#8220;criminale di seconda generazione&#8221; e di &#8220;integrazione fallita&#8221;. Giorgia Meloni \u00e8 stata cauta, auspicando che &#8220;il responsabile risponda fino in fondo&#8221;. Il Presidente Mattarella ha chiamato il sindaco di Modena. I leader dell&#8217;opposizione hanno espresso vicinanza.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Tutto prevedibile. Tutto gi\u00e0 visto. E tutto, nella sostanza, <b>inutile<\/b>.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 il problema non \u00e8 la mancanza di parole: \u00e8 la mancanza di atti. Da decenni i governi italiani di ogni colore politico hanno rimandato le riforme strutturali necessarie: una legge organica sull&#8217;integrazione, una revisione seria della psichiatria territoriale, un piano straordinario per la giustizia, una politica attiva di rimpatri, un&#8217;educazione civica che sia vera e non declamatoria.<\/p>\n<p class=\"p6\" style=\"text-align: justify;\">Il risultato di questo immobilismo non \u00e8 solo la strage di Modena. \u00c8 una societ\u00e0 progressivamente pi\u00f9 insicura, pi\u00f9 diffidente, pi\u00f9 arrabbiata. Una societ\u00e0 in cui il populismo \u2014 di destra e di sinistra \u2014 prospera perch\u00e9 la politica ha abdicato al suo compito di governare la complessit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: justify;\"><b>Conclusione: il coraggio di scegliere<\/b><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Modena, 16 Maggio 2026, non deve diventare l&#8217;ennesima pagina di dolore dimenticata in attesa della prossima. Deve diventare il catalizzatore di un confronto serio su domande che l&#8217;Italia continua a eludere.<\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\">Come si costruisce una vera integrazione? Come si cura davvero chi ha disturbi psichiatrici gravi? Come si garantisce sicurezza senza rinunciare allo Stato di diritto? Come si rende la giustizia rapida, certa ed equa? E, sullo sfondo, quale peso attribuire alla vita \u2014 e alla morte \u2014 in una societ\u00e0 che vuole essere insieme libera e sicura?<\/p>\n<p class=\"p6\" style=\"text-align: justify;\">Non esistono risposte facili. Ma esistono risposte. E trovarle richiede, prima di tutto, il coraggio di cercarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D.V.<\/p>\n<p class=\"p8\" style=\"text-align: justify;\"><i>Articolo redatto il 17 Maggio 2026, sulla base delle prime ricostruzioni dei fatti disponibili nelle ore successive all&#8217;arresto di Salim El Koudri. I dati potranno essere aggiornati con il prosieguo delle indagini.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[41,2733,2977,3024,31,77,1998,935,2490,3022,724,3025,2788,3021,3026,1803,3023,175],"class_list":["post-12674","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informazione","tag-costituzione","tag-eutanasia","tag-giorgia-meloni","tag-giusta-pena","tag-giustizia","tag-governo","tag-immigrazione","tag-integrazione","tag-ius-soli","tag-legge-basaglia","tag-magistratura","tag-manicomi","tag-matteo-salvini","tag-modena","tag-passaporto-di-cittadinanza","tag-pena-di-morte","tag-salim-el-koudri","tag-strage"],"featured_image_urls":{"full":"","thumbnail":"","medium":"","medium_large":"","large":"","1536x1536":"","2048x2048":"","morenews-large":"","morenews-medium":""},"author_info":{"info":["D.V."]},"category_info":"<a href=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/category\/informazione\" rel=\"category tag\">Informazione<\/a>","tag_info":"Informazione","comment_count":"0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12674","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12674"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12674\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12734,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12674\/revisions\/12734"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12674"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12674"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12674"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}