{"id":11159,"date":"2015-12-06T13:30:45","date_gmt":"2015-12-06T12:30:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/?p=11159"},"modified":"2015-12-06T13:30:45","modified_gmt":"2015-12-06T12:30:45","slug":"mamma-li-turchi-se-leuropa-diventasse-eurabia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/mamma-li-turchi-se-leuropa-diventasse-eurabia.html","title":{"rendered":"&#8220;Mamma li Turchi&#8221;! Se l&#8217;Europa diventasse Eurabia."},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_11166\" aria-describedby=\"caption-attachment-11166\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Flag_of_Republic_of_Venice.svg_.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-11166\" src=\"http:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Flag_of_Republic_of_Venice.svg_-300x155.png\" alt=\"Il vessillo &quot;guerriero&quot; della Serenissima Repubblica di Venezia, che la Storia racconta essere stata il bastione contro l'avanzata Islamica verso l'Europa, guidata dall'Impero Ottomano.\" width=\"300\" height=\"155\" srcset=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Flag_of_Republic_of_Venice.svg_-300x155.png 300w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Flag_of_Republic_of_Venice.svg_-1024x529.png 1024w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Flag_of_Republic_of_Venice.svg_-900x465.png 900w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Flag_of_Republic_of_Venice.svg_.png 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-11166\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\">Il vessillo &#8220;guerriero&#8221; della Serenissima Repubblica di Venezia, che la Storia racconta essere stata il bastione contro l&#8217;avanzata Islamica verso l&#8217;Europa, guidata dall&#8217;Impero Ottomano.<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\">\u201cOgni Veneziano della flotta sapeva che gli Ottomani stringevano d\u2019assedio la citt\u00e0 di Famagosta a Cipro. La capitale dell\u2019isola, Nicosia, era caduta pochi mesi dopo l\u2019invasione avvenuta nel Luglio 1570. Ventimila abitanti massacrati quando le truppe Turche dilagarono in citt\u00e0, e il resto degli isolani si sottomise per evitare lo stesso destino. Solo la piccola citt\u00e0 di Famagosta rifiut\u00f2 di arrendersi e resistette, nella speranza di ricevere soccorsi via mare. Poche ore dopo la caduta di Nicosia, i cavalieri Turchi giravano intorno alle mura di Famagosta, sbeffeggiano gli abitanti con le teste dei cittadini pi\u00f9 in vista di Nicosia infilzate sulla punta delle lance. Ma il governatore di Famagosta, Marcantonio Bragadin, aveva preparato il suo comando a resistere a un lungo assedio e si cap\u00ec subito che la citt\u00e0 non avrebbe ceduto, nonostante l\u2019esempio spaventoso del destino di Nicosia. All\u2019inizio della primavere del 1571 pi\u00f9 di 100.000 Turchi si raccolsero intono a Famagosta. Sembrava difficile che potesse resistere a lungo. Ma per quattro mesi i 4.000 difensori respinsero ogni assalto fino a che nel Luglio 1571 gli attaccanti riuscirono ad aprire delle brecce in sei punti delle mura, mentre le truppe della guarnigione di difesa erano ridotte ormai agli ultimi barili di polvere da cannone. Davanti alla prospettiva di una sconfitta ormai certa, Bragadin cerc\u00f2 una resa onorevole. I termini concordati il 1\u00b0 Agosto con il comandante Ottomano, Lala Mustafa, furono insolitamente favorevoli: i Veneziani ottennero protezione per i cittadini superstiti, mentre la guarnigione sarebbe stata evacuata e trasferita nell\u2019isola Veneziana di Creta. I Turchi avevano perduto pi\u00f9 di 50.000 uomini nelle operazioni\u00a0 per conquistare Nicosia e Famagosta. I termini dell\u2019accordo erano generosi, soprattutto tenuto conto dei massacri di Nicosia. Il 4 Agosto Lala Mustafa convoc\u00f2 Bragadin e il suo seguito al proprio campo. Il governatore Veneziano, vestito della toga purpurea dei senatori, usc\u00ec a cavallo da Famagosta sotto un parasole decorato (contro i raggi infuocati) alla testa dei suoi ufficiali e con una guardia del corpo di quaranta archibugieri (\u2026) Nel corso dell\u2019incontro, il capo Ottomano lo accus\u00f2 di aver rotto l\u2019accordo per la resa della citt\u00e0, e chiese degli ostaggi. Bragadin rispose che questo non era nei patti. Quindi, a un segnale precedentemente concordato, alcuni giannizzeri si precipitarono nella tenda e sopraffecero i Veneziani. All\u2019esterno, la scorta del senatore era gi\u00e0 stata disarmata (\u2026) Gli Ottomani di solito ripagavano la resistenza con la morte, e che ai difensori della citt\u00e0 fosse consentito di ritirarsi con le loro armi in pugno e le bandiere al vento non aveva quasi precedenti. In occasioni analoghe gli Ottomani avevano invariabilmente massacrato o ridotto in schiavit\u00f9 il grosso dei prigionieri, risparmiando solo i pochi per i quali poteva essere pagato un riscatto, o qualcuno che potesse portare indietro ai loro nemici e notizie terrificanti (\u2026) A Famagosta i Veneziani stavano interpretando un ruolo lugubre ma di cui erano perfettamente consapevoli in un cruento dramma tradizionale (\u2026) Gli ufficiali e il seguito di Bragadin furono decapitati davanti a lui, sicch\u00e9 il rivolo di sangue scorrendo sopra il suolo secco e indurito and\u00f2 a lambire i suoi piedi. Poi, lui stesso fu sfigurato ritualmente, gli furono tagliati naso e orecchie come un criminale comune. Medici dell\u2019esercito Turco (\u2026) si accertarono che le ferite non si infettassero. Bragadin fu curato (\u2026) in modo che recuperasse le forze. Intanto, i suoi soldati superstiti (\u2026) furono presi e fatti schiavi, incatenati mani e piedi ai remi nelle galee Ottomane. L\u2019atto finale fu inscenato per dileggio nei confronti dei Veneziani e per spogliare il loro comandante di tutti gli attributi di nobilt\u00e0 (\u2026) Bragadin fu condotto davanti ai soldati rivestito ancora della sua toga di senatore. Costrettolo carponi sulle mani e le ginocchia, gli fu messa addosso una sella di mulo, con le briglie e il morso in bocca. Appese alla sella, gli furono caricate due pesanti ceste piene di terra, in modo da essere piegato sotto la soma. Quindi fu costerno a trasportare la terra per riparare le brecce aperte nel terrapieno dai cannoni Ottomani (\u2026) frustato e insultato (\u2026) davanti alla tenda del comandante Ottomano era obbligato a prostrarsi e a mangiare un boccone di terreno secco (\u2026) Fu messo a penzolare in catene, senza naso e orecchie, e lasciato l\u00ec a torcersi sotto il Sole infuocato (\u2026) fu condotto alla piazza del mercato, dove fu legato e frustato pubblicamente in modo che tutta la popolazione di Famagosta fosse testimone della sua umiliazione. Quindi, nel primo pomeriggio, dopo averlo \u201cappeso per i piedi come una pecora\u201d, un macellaio Ottomano cominci\u00f2 lentamente a scorticarlo vivo, facendo attenzione a rimuovere la pelle senza che si lacerasse. La cronaca racconta che Bragadin mor\u00ec quando il coltello dello scorticatore raggiunse l\u2019altezza dell\u2019ombelico. Completato l\u2019orripilante lavoro, il macellaio gratt\u00f2 la pelle per ripulirla dal grasso. Lala Mustafa e le sue truppe seguirono tutta l\u2019operazione in silenzio. Il giorno successivo la pelle di Bragadin fu imbottita di paglia ed elegantemente cucita come una enorme bambola. Montato sul suo cavallo, il simulacro di Bragadin fu fatto sfilare per le strade sotto il parasole senatoriale, in una parodia della sua partenza dalla citt\u00e0 (\u2026) Fu quindi appeso al pennone estremo della galea di Lala Mustafa, ed era ancora l\u00ec ciondolante come una bandiera, ma oramai scurito dalla lunga esposizione, quando il trionfante conquistatore di Cipro ritorn\u00f2 nelle acque del Corno d\u2019Oro. La sua destinazione finale fu la galea prigione di schiavi a Costantinopoli, dove rimase appeso come muto ammonimento a chiunque pensasse di resistere o di ribellarsi\u201d. (tratto dal libro &#8220;Infedeli. 638-2003: il lungo conflitto fra Cristianesimo e Islam&#8221;, di Andrew Wheatcroft).<\/span><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"><strong>Incipit.<\/strong> Ho sempre ritenuto che l&#8217;<strong>Europa &#8220;dei dodici&#8221;<\/strong> fosse gi\u00e0 di per s\u00e9 un&#8217;esagerazione amministrativa e geografica. Ben oltre le differenze idiomatiche e fonetiche, troppo diversi erano le leggi, gli usi, i costumi e gli interessi politici ed economici in gioco. E troppo diffusi erano i comuni e reciproci pregiudizi. Si sarebbe dovuto lavorare duramente e lungamente per serrare le file di quella &#8220;sporca dozzina&#8221;, invece si \u00e8 preferito &#8220;guardare&#8221;\u00a0ad Est, in maniera scriteriata e insensata. E oggigiorno, &#8220;prigioniero&#8221; di una <strong>UE<\/strong> che viaggia spedita verso i trenta Paesi aderenti, il mio punto di vista trova conferma nella triste e scricchiolante realt\u00e0 dei fatti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\">Avremmo dovuto vivere in un &#8220;sogno realizzato&#8221;. Nel sogno dei politici illuminati che in passato, negli anni &#8217;50 del secolo scorso, si sedettero attorno a un tavolo giurandosi\u00a0l&#8217;un l&#8217;altro: &#8220;mai pi\u00f9 guerre&#8221;. Invece, tra ragioni delle Banche, schematizzazioni economico-finanziarie, sopraffazioni burocratiche e privilegi di casta, in quanto cittadini ci troviamo a sopravvivere in un&#8217;accozzaglia informe e decrepita, dubitando del nostro presente, prima ancora che del nostro futuro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\">Per tali ragioni, la sola idea che\u00a0a Bruxelles e dintorni, vi sia chi si adoperi\u00a0alacremente per aprire i cancelli a un gigantesco pezzo d&#8217;<strong>Asia<\/strong> prospiciente il Vecchio Continente, m&#8217;inquieta parecchio&#8230; Come dire: accettare l&#8217;intera <strong>Turchia<\/strong> &#8220;da questa parte dei Dardanelli&#8221;, significherebbe dare il colpo di grazia a qualunque &#8220;velleit\u00e0 unitaria&#8221;, negando\u00a0nel contempo la storica, vera e indiscutibile diversit\u00e0 culturale tra noi e le &#8220;rovine&#8221; del fu Impero Ottomano (senza considerare quelle, profonde e contrastanti, di natura religiosa, ndr).<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_11188\" aria-describedby=\"caption-attachment-11188\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Erdogan1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-11188\" src=\"http:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Erdogan1-300x201.jpg\" alt=\"Recep Tayyip Erdo\u011fan, Presidente della Repubblica di Turchia. Col suo personalismo e le sue tendenze autoritarie, pi\u00f9 che un Capo di Stato \u00e8 un moderno Tiranno tra i tanti. \" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Erdogan1-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Erdogan1-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Erdogan1-900x602.jpg 900w, https:\/\/www.senzavento.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Erdogan1.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-11188\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\">Recep Tayyip Erdo\u011fan, Presidente della Repubblica di Turchia. Col suo personalismo e le sue tendenze autoritarie, pi\u00f9 che un Capo di Stato \u00e8 un moderno Tiranno tra i tanti.<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><strong>Determi-NATO<\/strong>. Ad un occhio poco esperto, o distratto, lo slittamento ad Oriente dell&#8217;Europa potrebbe dunque apparire come un&#8217;ulteriore concessione della <strong>Politica<\/strong> all&#8217;Economia globalizzata, alle ragioni della Finanza, del Commercio e dell&#8217;Industria. Certamente \u00e8 cos\u00ec, ma soltanto limitandosi ad osservare la &#8220;superficie&#8221; delle cose. Guardando sotto alla cenere, covano silenti ben altre\u00a0ragioni. Ragioni che possono riassumersi, semplicemente, nel consolidamento delle basi che sorreggono la<strong> &#8220;teoria delle sfere d&#8217;influenza&#8221;<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">E&#8217; un fatto assodato che gli <strong>Stati Uniti<\/strong> ragionino da super-potenza mondiale e che, in tale veste, &#8220;adeguino&#8221; e &#8220;adattino&#8221; gli Alleati,\u00a0alle proprie scelte di <strong>geopolitica<\/strong>. Parimenti, \u00e8 un fatto assodato che <strong>Washington<\/strong> si dica da sempre d&#8217;accordo con un accrescimento\u00a0sovranazionale Europeo, che, dopo aver interessato i Paesi dell&#8217;ex blocco Sovietico,\u00a0tocchi anche la Turchia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Chiaramente, se nel primo caso ci\u00f2 \u00e8 stato soltanto il concretizzarsi di un puro &#8220;calcolo diplomatico&#8221;, volto ad allargare la ragnatela della <strong>NATO<\/strong> in quello che per Mosca, fu lo zerbino sull&#8217;uscio di casa, nel secondo, viceversa, si avrebbe un ribaltamento consequenziale: l&#8217;unico Paese musulmano dell&#8217;Alleanza Atlantica, &#8220;premiato&#8221; con l&#8217;ingresso nell&#8217;Unione Europea. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Scopo comune: <strong>rafforzare la colossale tenaglia politica e militare<\/strong> che stringe quegli Stati che possano virtualmente rappresentare una minaccia per la Sicurezza Nazionale&#8230; Di quella a stelle e strisce, naturalmente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><strong>Il lato positivo di uno spocchioso.<\/strong>\u00a0Se c&#8217;\u00e8 un leader che per la sua aria saccente non ho mai sopportato, egli non pu\u00f2 non essere che\u00a0<strong>Nicolas Sarkozy<\/strong>. Posto che ancora oggi vedrei con favore\u00a0un&#8217;azione giudiziaria del <strong>TPI<\/strong> contro l&#8217;ex-Presidente Francese, per la sua scelta unilaterale di attaccare la <strong>Libia<\/strong> (decisione presa per fare le scarpe al dispotico <strong>Muammar Gheddafi<\/strong>, per motivi\u00a0che, tra un &#8220;finanziamento politico&#8221; e l&#8217;altro, finiscono in un mare di Oro Nero, ndr), devo riconoscere\u00a0di aver sempre condiviso il suo &#8220;no&#8221; all&#8217;ingresso della Turchia in Europa, dichiarato al mondo nel 2009, respingendo le pressioni di <strong>Barack Obama<\/strong> e di <strong>Angela Merkel<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Ovviamente, la mia ferma contrariet\u00e0\u00a0\u00e8 sempre l\u00ec, decisa, inflessibile e non contrattabile. Soprattutto dopo la promessa fatta ad <strong>Ankara<\/strong> di &#8220;riaprirle le porte&#8221;, nel momento in cui le si concedevano ben <strong>tre miliardi di Euro<\/strong> (sfilati\u00a0dalle tasche dei contribuenti, ndr)\u00a0con la scusa di aiutarla ad arginare il flusso di profughi verso le nostre coste&#8230; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Gi\u00e0 perch\u00e9, da <strong>Parigi<\/strong> a <strong>Berlino<\/strong>, passando per <strong>Londra<\/strong> (con <strong>Roma<\/strong> come sempre a ruota, ndr) mentre si studiano i tempi e i modi per gettare il ponte &#8220;dall&#8217;altra parte&#8221;, si accetta di svuotare la borsa, innanzi al ricatto di non chiudere pi\u00f9 i confini alla marea umana che &#8220;scivola&#8221; da questa parte del mondo, finanziando il pi\u00f9 grandioso <strong>&#8220;campo di concentramento&#8221;<\/strong> a cielo aperto mai nemmeno ipotizzato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Ora, inorridito dai balbettamenti di <strong>Matteo Renzi<\/strong> e di buona parte del Governo Italiano, la domanda che mi pongo \u00e8: &#8220;Possibile che si debba giungere all&#8217;assurdo, di dover auspicare che\u00a0un impetuoso &#8220;vento di Destra&#8221; cominci a spirare\u00a0in seno alle Nazioni, cos\u00ec da comprendere la scelleratezza di ampliare a dismisura\u00a0l&#8217;accordo di <\/span><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">partenariato in vigore&#8221;? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">La nostra <strong>Sicurezza<\/strong> di domani, affonda le radici nella <strong>pragmatica razionalit\u00e0<\/strong> di oggi. A buon intenditor&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"><strong>&#8220;No&#8221; all&#8217;incubo Eurabia.<\/strong>\u00a0Mentre statisti, economisti, giornalisti e polemisti c&#8217;inondano con le loro opinioni, tutte diverse, eppure, sovente, tutte immancabilmente uguali, riguardo alle ragioni che m&#8217;inducono a respingere l&#8217;ipotesi di adesione\u00a0della Turchia all&#8217;UE, non vi sono\u00a0contrapposizioni ideologiche, bens\u00ec <strong>verit\u00e0 logiche<\/strong>, prima delle quali: non sono disposto a piegarmi al\u00a0definitivo snaturamento\u00a0di quel che\u00a0sono.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\">Dico<strong> No<\/strong>, perch\u00e9 non si tratta con un Paese che non riconosca di dover chiudere i conti con la <strong>Storia<\/strong>, rifiutando d&#8217; implorare perdono, per il <strong>Genocidio degli Armeni<\/strong>, compiuto giusto cent&#8217;anni\u00a0fa. Abituati come siamo a parlare esclusivamente del <strong>male assoluto\u00a0<\/strong>(l&#8217;Olocausto degli Ebrei, ndr), sembriamo dimenticare che un milione e mezzo di persone chieda ancora <strong>Giustizia<\/strong>, pentimento e risarcimento. Beh, io non dimentico. Come si pu\u00f2 pensare d&#8217;intavolare delle trattative con un Governo che non soltanto respinga il termine Genocidio, ma che persegua penalmente chiunque &#8220;osi&#8221; parlarne?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\">Dico<strong> No<\/strong>, perch\u00e9 non si tratta con un Paese che anzich\u00e9 contrastare lo Stato Islamico, preferisca regolare i propri conti di Politica interna, a suon di bombe, a spese dei <strong>Curdi<\/strong>. Distratta com&#8217;\u00e8 dalle discussioni\u00a0conseguenti alla vile\u00a0strage di Parigi,\u00a0l&#8217;Opinione Pubblica pare bearsi nell&#8217;ignoranza di cosa dovrebbe essere, o meglio, di cosa sia il <strong>Kurdistan<\/strong> e di cosa abbia significato la sciagurata scelta di tanti decenni fa, di tracciare i confini del Medio Oriente con un banale righello.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"><strong>No<\/strong>, perch\u00e9 non si tratta con un Paese\u00a0che ammetta l&#8217;<strong>omicidio politico<\/strong> dell&#8217;avversario, a vantaggio del Potere costituito e che poi mascheri tutto come una guerra tra bande della stessa parte della barricata. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"><strong>No<\/strong>, perch\u00e9 non si tratta con un Paese che si adoperi quotidianamente per la censura del dissenso e della <strong>libera informazione<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"><strong>No<\/strong>, perch\u00e9 non si tratta con un Paese che\u00a0dopo quarant&#8217;anni in barba al Diritto Internazionale, occupi ancora, militarmente, l&#8217;isola di <strong>Cipro<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"><strong>No<\/strong>, perch\u00e9, sconfinamento voluto o meno, non si tratta con un Paese che con la scusa della difesa del proprio spazio aereo, decida impunemente di abbattere un caccia la cui bandiera rappresenti\u00a0un Paese (la &#8220;pericolosa&#8221; Russia di <strong>Vladimir Putin<\/strong>, ndr) con cui non sia in corso un conflitto armato. Specie quando il suo probabile proposito sia di nascondere gli oscuri traffici commerciali intavolati con quello che dovrebbe essere il comune nemico (il Califfato, ndr), fregandosene bellamente\u00a0del rischio di poter scatenare, causa scelte belliche azzardate, la Terza Guerra Mondiale!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"><strong>No<\/strong>, perch\u00e9 non si tratta con un Paese a concreto rischio di deriva Islamista,\u00a0<\/span><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\">che abbia a capo un estremista &#8220;in giacca e cravatta&#8221; che porta il nome di <strong>Recep Tayyip Erdo\u011fan<\/strong>, moderno Lala Mustafa&#8230; Un Personaggio per il quale l&#8217;autoritarismo e il personalismo rappresentano il pane quotidiano (assieme a uno spregiudicato affarismo familiare da nascondere\u00a0contro i ficcanaso del sempre meno autonomo e libero Potere Giudiziario, ndr), capace di fomentare il fondamentalismo, di rifiutare la &#8220;modernit\u00e0 laica&#8221; imposta dal regime di <strong>Kemal\u00a0Atat\u00fcrk<\/strong> e di modificare la Costituzione con l&#8217;intento di fare del suo Paese l&#8217;ennesimo stato confessionale prostrato ai dettami del <strong>Corano<\/strong> e della <strong>Sharia<\/strong>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"><strong>No<\/strong>, soprattutto, perch\u00e9 non si tratta con un Paese di 75 milioni di persone la cui devozione ad<strong> Allah<\/strong> rappresenti un attentato certo, alle indiscutibili <strong>&#8220;radici Cristiane&#8221;<\/strong> che, volenti o nolenti, &#8220;nutrono&#8221; il Vecchio Continente.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\">E<strong> No<\/strong>, infine, perch\u00e9 una volta aperta la porta, sar\u00e0 impossibile tornare indietro. Con tutte le deleterie conseguenze del caso&#8230;\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\">D.V.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\">P.S. &#8230;Non ultima,\u00a0<\/span><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\">quella di vestire prima o poi, i panni di un\u00a0novello Bragadin.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cOgni Veneziano della flotta sapeva che gli Ottomani stringevano d\u2019assedio la citt\u00e0 di Famagosta a Cipro. 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